Scrutatore con condanna in primo grado. Capizzi: “Se lo avessimo saputo non vi è dubbio alcuno che non lo avremmo indicato. Valuteremo la possibilità di sostituirlo”

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Monreale, 17 novembre – È il sindaco di Monreale Piero Capizzi a commentare per primo la notizia riportata ieri da Filodiretto. Spulciando tra i nominativi degli scrutatori nominati dalla commissione elettorale che si è riunita in adunanza pubblica il 14 novembre, non è stato difficile trovare nomi di parenti, amici e familiari di consiglieri comunali e di dipendenti comunali. Tra i 98 nomi però uno è saltato all’occhio, quello di una persona coinvolta recentemente in un’inchiesta dalla quale è uscito condannato a 5 anni e 4 mesi in primo grado.

“Non eravamo assolutamente a conoscenza che sul soggetto interessato vi era un provvedimento di questa tipologia – ha dichiarato Capizzi a FiloDiretto – se lo avessimo saputo non vi è dubbio alcuno che non lo avremmo indicato. Non so chi sia il consigliere comunale che lo ha indicato. Valuteremo la possibilità di sostituirlo. Valuterò inoltre con l’ufficio elettorale e il segretario generale di eliminare il nominativo qualora vi siano i presupposti”. Intanto, in attesa di reperire i verbali relativi alla riunione della commissione elettorale, siamo riusciti ad ottenere il video della nomina di A. M.. A fare il suo nome è stato il consigliere comunale, schierato tra le fila del Partito Democratico monrealese, Mimmo Vittorino. L’abbiamo sentito: “Non possiamo conoscere la storia personale di tutti i soggetti che nominiamo, alcuni dei quali ci vengono segnalati, né possiamo pretendere di fargli la radiografia. Anche perché sono inseriti nell’elenco che ci viene fornito dall’ufficio elettorale, e quindi soggetto al controllo della Prefettura. Parliamo quindi di soggetti con diritto di essere nominati”.

Avrebbe confermato la nomina se avesse saputo della condanna?: “Probabilmente no, ma solo per una questione di opportunità. La persona infatti gode di tutti i diritti politici, per la legge è innocente in quanto il giudizio è solo di primo grado e in appello potrebbe essere ribaltato”.

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