I cadaveri venivano distrutti dagli arrestati e nascosti all’interno di intercapedini
Monreale, 26 maggio 2018 – Quello che esce fuori dalle indagini dei carabinieri di Monreale sul cimitero di San Martino delle Scale è davvero inquietante e sconcertante. Non a caso i carabinieri lo hanno definito il «Cimitero degli Orrori». L’operazione di questa mattina, che ha portato agli arresti di 5 persone monrealesi, è il frutto di indagini che vanno avanti già da due anni. I militari monrealesi hanno accertato determinate responsabilità di alcune persone che gestivano abusivamente il camposanto, commettendo una serie di reati, al fine di creare spazi da vendere a chi aveva bisogno di seppellire il proprio caro defunto.
Oltre ai 5 arrestati, ci sono altre 7 persone indagate. Tutti sono incensurati. I soggetti fermati, che in passato si occupavano di servizi funebri e collaboravano con l’abbazia di San Martino, sono accusati di aver gestito il cimitero creando una disponibilità perenne di loculi, facendo sparire le salme già seppellite. Che fine facevano le salme? Secondo gli investigatori i cadaveri venivano distrutti dagli arrestati e nascosti all’interno di intercapedini che separavano le strutture in muratura del cimitero o addirittura venivano posta alla base delle sepolture ipogee. Le ossa in questo caso venivano poi coperte con detriti, cemento o terra. I carabinieri stanno ancora indagando riguardo al numero di salme distrutte e fatte sparire dalla banda criminale.
L’indagine della Procura di Palermo è scattata dopo alcune segnalazioni, provenienti dall’Abbazia dei Benedettini di San Martino delle Scale e da alcune persone che avevano un parente sepolto al cimitero. Questi, recandosi al camposanto, non hanno più trovato la tomba.
Dal 2013 il gruppo di persone arrestate aveva assunto il controllo del cimitero di San Martino e per 5 anni, ha fatto il bello e il cattivo tempo in un cimitero che da anni era ormai saturo e in cui non era più possibile seppellire altri defunti. I carabinieri di Monreale escludono l’intrusione della mafia negli affari illeciti degli arrestati ed escludono, al momento, anche responsabilità da parte del comune di Monreale.
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