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Dalle fiamme di Giuseppe Jato alle ombre sul sistema dei rifiuti, una storia siciliana

Indagano i carabinieri di Monreale sulla presunta intimidazione alla Eco Industry

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È una vera è propria guerra dei rifiuti quella a cui si sta assistendo in Sicilia. Le fiamme, quasi sicuramente di natura dolosa, che hanno distrutto decine di mezzi della ditta Cogesi a San Giuseppe Jato, la dicono lunga. Si tratta solo dell’ultimo episodio ma che deve spingere le Istituzioni a fare alcune considerazioni e ad interrogarsi se è ancora possibile continuare con un sistema che fa acqua da tutte le parti.

E tantissima acqua c’è voluta per spegnere l’incendio che è stato appiccato in contrada Zabia, in territorio monrealese e che ha avvolto gli automezzi della Cogesi. Un rogo “strano”, che ha il sapore dell’intimidazione e su cui i carabinieri della Compagnia di Monreale stanno indagando.  Fatto sta che nelle vicinanze dei camion andati seriamente danneggiati, come riporta il Giornale di Sicilia, sarebbero stati trovati liquidi infiammabili e cartoni accatastati che avrebbero reso più efficace il rogo.

I compattatori e i furgoni andati in fumo non sarebbero assicurati e ora in serio rischio c’è la sopravvivenza dell’azienda. Non si tratta però della Cogesi, ma della Eco Industry. Una società che aveva rilevato un ramo d’azienda dalla stessa Cogesi. Quest’ultima circa un mese fa era stata raggiunta da un provvedimento del Prefetto: l’interdittiva antimafia.

La Eco Industry, comunque, stava espletando il servizio di raccolta e spazzamento dei rifiuti a San Giuseppe Jato e San Cipirello in virtù dell’aggiudicazione provvisoria della gara bandita in seguito all’interdittiva antimafia arrivata alla F. Mirto. La Eco Industry sembrava, inoltre, avere tutte le carte in regola per aggiudicarsi la gara in via definitiva, grazie ad un requisito che altre aziende non potevano garantire: l’utilizzo di mezzi euro 6. Gli stessi mezzi che sono stati dati alle fiamme. Si tratta di un appalto da 1,2 milioni della durata di 9 mesi oltre ai 51 giorni già garantiti.

Il rogo avvenuto la notte di sabato scorso getta ulteriori ombre sul sistema siciliano dei rifiuti. Un settore che fa gola a criminalità e a personalità legate al mondo del malaffare.

La maggior parte dei comuni siciliani opera in deroga alla legge, in emergenza. Il caso dei comuni afferenti all’ex Ato Palermo 2, tra cui Monreale, San Cipirello e San Giuseppe Jato, è più che emblematico. Da anni si attende, infatti, che venga rispettata la legge che impone una gara di 7 anni per l’affidamento del servizio rifiuti da parte della Srr Palermo Ovest. Una gara di cui ancora non c’è nemmeno l’ombra.

Redazione

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