Visitatori su visitatori a Palazzo Cutò, uno dei pochi, se non l’unico palazzetto nobiliare monrealese che conserva, intatti, ancora oggi, pezzi di storia unici. Ogni pietra, ogni angolo di palazzo Cutò sembra voler raccontare i fatti e le vicende che si sono consumate dentro la casina che nei secoli ha accolto, principi, nobili, ma anche artigiani, rifugiati. Palazzo Cutò non è altro che uno di quei luoghi che rivelano la grandezza della Sicilia e della Monreale che fu. Le Vie dei Tesori permette anche in questo fine settimana la sua visita.
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Paolo La Bruna è uno dei proprietari ed è lui che fa da Cicerone agli “affamati” visitatori. “Il monrealese non è a conoscenza di tutti i tesori di cui è proprietario”. È questa la premessa che fa La Bruna, introducendo il palazzo che si affaccia sulla Conca d’Oro e che si trova incastonato nello storico quartiere Ciambra. È, infatti, il monrealese il vero proprietario del palazzo. “Non mi sento proprietario di questo luogo – aggiunge La Bruna – questa non è casa ma un luogo pieno di storia”.
Palazzo Cutò è appartenuto anche al Principe Alessandro Filangeri Mastrogiovanni Tasca. Passa poi al catanese cavalier Gallo per un debito di gioco. Il principe di Cutò lo perse al gioco delle carte. Inizia qui il declino della casina di campagna. Arriva la guerra e il palazzo diventa rifugio degli sfollati palermitani. La guerra finisce e il cavaliere Gallo dà mandato al Comune di mettere all’asta il palazzo, lo acquistano i La Bruna e il palazzo torna ai fasti d’un tempo. “Il palazzo è stato acquistato in un’asta pubblica – racconta Paolo La Bruna -. Mancavano i tetti, c’erano pecore e galline. Era una stalla in cui abitavano 8 persone. Nessuno avrebbe mai acquistato una proprietà all’interno di un quartiere come quello della Ciambra, che 60 anni fa non era altro che un rione malfamato”.
Ma i La Bruna hanno acquistato un pezzo di storia, testimonianza della grandezza siciliana. Palazzo Cutò è stata una casa dei Gattopardi. Beatrice Mastrogiovanni Tasca di Cutò era la figlia del principe Alessandro. Beatrice è colei che avrebbe dato alla luce, nel 1869, Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Da 60 anni i La Bruna lo conservano. Il luogo non ha subito modifiche o ristrutturazioni importanti, proprio per conservarne le testimonianze di cui è pregno. Dal muro dei primi del ‘400, le pareti in tufo, una fontana del ‘600 che conserva ancora un quarto di uno stemma nobiliare. “Io sono il custode che dà seguito alla testimonianza di quello che c’è stato”, dice Paolo La Bruna.
Palazzo Cutò offre un panorama mozzafiato, da Monte Pellegrino a Portella della Ginestra e alla visita vengono affiancate le storie legate alla tradizione ebanista della famiglia che oggi lo custodisce. È il sito più visitato tra quelli inseriti nel cartellone monrealese de Le Vie dei Tesori.
Date: oggi 24 e 25 ottobre
Visite: dalle 10.30 alle 13.30 / dalle 15.30 alle 18
Durata: 20 min.
Partecipanti: 10SLOT:| 10.30 | 10.50 | 11.10 | 11.30 | 11.50 | 12.10 | 12.30 | 12.50 | 13.10 | 15.30 | 15.50 |16.10 | 16.30 | 16.50 | 17.10 | 17.30
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