Monreale, noi “sequestrati” in casa in attesa di tampone

E' il monrealese Piero Segreto che inizia a farsi portavoce dei tanti monrealesi ancora in attesa di tampone

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Reclusi in casa a Monreale con il Covid-19 o in attesa di sapere se si è positivi. Per quasi un mese senza informazioni e soprattutto con la sensazione di sentirsi abbandonati. Diverse sono le storie di monrealesi che confermano l’attuale momento di difficoltà in cui versano le Usca incaricate di mettere in pratica l’assistenza sul territorio.

Tamponi i cui risultati non vengono comunicati, persone che attendono una visita degli operatori per effettuare il test che potrebbe liberarle o ancora la frustrazione di non riuscire a comunicare e a ricevere notizie su tamponi già eseguiti.

E’ il monrealese Piero Segreto che inizia a farsi portavoce dei tanti monrealesi ancora in attesa di tampone. Pero ci ha dato l’autorizzazione a pubblicare il suo nome. “Mi trovo in quarantena fiduciaria da 15 giorni – fa sapere -, dato che un membro della mia famiglia è risultato positivo”.

Il monrealese è chiuso in casa da fine ottobre ancora in attesa che qualcuno dell’Asp esegua il tampone a tutti i membri della famiglia. Una situazione insostenibile visto che ancora non sanno di essere positivi o negativi al Covid-19. “Siamo 10 sotto lo stesso tetto, fra cui 4 bambini”, aggiunge.

Sono decine i monrealesi “sequestrati” in casa in attesa di tampone di controllo post-positività o di tampone in quanto venuti a contatto con positivi accertati. “Se esco mi becco la denuncia – continua con amarezza Segreto -. Se rimango a casa aspetto e spero che arrivino sia aiuti che l’Asp, intanto i bambini continuano a non andare a scuola da due settimane”.

1 Commento
  1. […] e la questione, che abbiamo già affrontato nei giorni scorsi, è ancora senza una soluzione (leggi qui). C’è anche chi attende da quasi un mese il via libera a poter finalmente uscire da […]

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