Monreale, “Io e la famiglia positivi al Covid19 ma siamo abbandonati”

Sono numerose le testimonianze di altrettanti monrealesi che attendono, chiusi in casa, di sapere come comportarsi, cosa fare, a chi chiamare

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Sono decine i monrealesi positivi al Covid-19, che attendono ancora di essere chiamati dall’Asp di Palermo per eseguire il primo tampone o il tampone di controllo o, ancora, di conoscere l’esito del tampone eseguito da giorni.

Sono numerose le testimonianze di altrettanti monrealesi che attendono, chiusi in casa, di sapere come comportarsi, cosa fare, a chi chiamare. C’è chi non sa se è positivo o negativo, c’è chi ha saputo di essere entrato in contatto con un positivo ma nessuno gliel’ha mai comunicato se non la persone positiva stessa. Insomma, anche a Monreale si inizia a percepire il sentore che la situazione stia iniziando a sfuggire di mano.

Mentre l’amministrazione comunale ha istituito un database, proprio per cercare di tenere sotto controllo i numeri, si fa sentire l’assenza delle autorità sanitarie che, oberate di lavoro, non riescono più a controllare la situazione in tutti i comuni. I numeri dei contagi, infatti, non sono più controllati, il tracciamento dei contatti è andato in tilt. Come conseguenza c’è che non si sa come molti cittadini possano essere entrare in contatto con il virus e chi avrebbero potuto contagiare fino alla scoperta della positività.

Dopo il caso di Piero Segreto (LEGGI QUI), che ci ha raccontato di essere chiuso in casa da giorni assieme al atri 10 familiari in attesa che l’Asp si faccia viva, abbiamo raccolto la testimonianza di un altro monrealese. E’ Francesco M. che ci ha raccontato la sua esperienza che, a distanza di oltre due settimane, pare non avere fine a breve.

Francesco a fine ottobre ha accusato un leggero malessere associato a febbre. Ha deciso di fare il tampone in via privata ed è risultato positivo al Covid-19. Ed è qui che inizia la sua odissea. Sì, perché ancora oggi Francesco non ha ricevuto alcuna comunicazione dall’Asp, nessuno risponde al telefono. Che fare? Intanto sta a casa, in quarantena. Sono già trascorse oltre due settimane da quando ha eseguito il tampone e non sa come deve comportarsi, visto che nessuno gli ha detto come muoversi, se deve eseguire un tampone i controllo che accerti la negatività. Una situazione surreale che investe anche i familiari, anche loro positivi al Covid-19.

Uscire da casa a fare un altro tampone in via privata? L’Asp sa se sono positivo al Covid? Cosa accade se vado a fare un tampone di mia iniziativa? Tutte domande a cui Francesco, come tanti altri cittadini, non ha ricevuto risposta.

Un altro problema riguarda anche il ritiro dei rifiuti. “Da giorni nessuno si occupa di ritirare i rifiuti che produciamo in casa – dice -. Dobbiamo continuare a tenerli dentro casa? Non possiamo uscire da casa visto che non sappiamo se siamo negativi o positivi. Continuiamo ad essere sequestrati in casa”.

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