C’era una squadra per i furti di gasolio all’Alto Belice Ambiente

In questi giorni i giudici hanno depositato la sentenza della condanna in abbreviato a Giuseppe Pupella

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Giuseppe Pupella, 51 anni, è stato condannato dal giudice della terza sezione penale del Tribunale di Palermo lo scorso luglio. Pupella, in abbreviato, è stato processato nell’ambito dell’inchiesta relativa al fallimento dell’Alto Belice Ambiente, società di riferimento dell’Ato Palermo 2. In questi giorni i giudici hanno depositato la sentenza. In primo grado ha rimediato quattro anni e mezzo.

Nel processo, che riguarda fatti risalenti al 2013/15, ci sono circa 40 imputati, tutti giudicati in altri procedimenti.

Secondo il giudice, ci sarebbe stata una banda che si impossessava del gasolio all’Ato, diretta da un dipendente capo-squadra. Sono le conclusioni dei giudici di primo grado che vengono pubblicate questa mattina dal Giornale di Sicilia.

Prima avrebbe iniziato in solitaria, poi avrebbe messo su una squadra per asportare il gasolio dell’Ato. “Una vera e propria organizzazione – scrive il giudice – dove i sodali si sarebbero sporcati le mani al suo posto, consegnandogli anche una somma di denaro per la quale lo stesso avrebbe garantito sia la copertura per gli ingiustificati consumi di carburante, sia l’assegnazione quali “autisti di scarico” in modo da agevolare i furti di gasolio ed il compenso previsto per il lavoro straordinario”. Le indagini furono eseguite dai Carabinieri della Compagnia di Monreale tramite intercettazioni ambientali e telefoniche.

“L’intenzione di Pupella – dicono ancora i giudici  -, è stata quella di percorrere una “carriera” criminale parallela alla sua carriera nell’Ato, con remunerazione delle sue mansioni “organizzative” in seno alla consorteria facilmente componibile su vincoli lavorativi e d’amicizia già esistenti tra lui ed i suoi collaboratori”. Per Pupella, assistito dagli avvocati Giovanni Castronovo e Simona La Verde, è già stato presentato appello.

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