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Scandalo Sanità, coinvolto Roberto Gambino ma non è il monrealese

Il nome del leader del Mosaico è stato scritto da numerose testate regionali e nazionali

Roberto Gambino smentisce le voci di un suo coinvolgimento nell’inchiesta che ruota ai presunti dati falsati della pandemia in Sicilia. Tanti i monrealesi saltati dalla sedia dopo aver letto il suo nome ma è il diretto interessato a spiegare la vicenda.

Il nome del leader del Mosaico è stato scritto da numerose testate regionali e nazionali. Ma, come conferma Gambino a MonrealeLive, si tratterebbe di un caso di omonimia. Roberto Gambino, il monrealese, infatti si chiama in realtà Carlo, ed è sì un dipendente dell’Asp di Palermo ma non si occupa di dati Covid bensì di procedure concorsuali.

“Non sono io il Roberto Gambino tirato in causa – dice il portavoce de Il Mosaico -. Ho avuto rapporto con la Di Liberti ma su altra materia”.

In tutto gli indagati sono 7. Oltre a Razza e Di Liberti, sono indagati Mario Palermo, Direttore del Servizio 4 del Dasoe; Salvatore Cusimano, dipendente della Regione Siciliana, Emilio Madonia, dipendente della Società “Pricewaterhousecoopers Public Sector srl” , che gestisce il sistema informatico dei flussi dei dati dell’assessorato, Giuseppe Rappa e Roberto Gambino, dipendenti dell’Asp di Palermo.

Salvatore Cusimano, 35 anni, è figlio di Antonino Cusimano, un consulente tributario e assicuratore di 39 anni, ucciso dalla mafia nell’ottobre 1990 a Castelbuono. Per quel delitto sono stati condannati a 30 anni di carcere i boss mafiosi Santi Pullarà e Domenico Farinella. Cusimano, che è nipote della dirigente generale del Dasoe Maria Letizia Di Liberti, anche lei posta ai domiciliari oggi nell’ambito dell’inchiesta, venne assunto dalla Regione, come custode ai Beni culturali, in base alla norma sui familiari di vittime di mafia. Anche la sorella Anna Lisa, che è assessore comunale a Castelbuono, venne assunta alla Regione.

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