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Monreale in zona rossa, Arcidiacono non decide ulteriori restrizioni

Il primo cittadino non firmerà ordinanze sindacali più restrittive rispetto alle disposizioni

Il sindaco di Monreale ci aveva visto giusto disponendo il divieto di stazionamento lungo le strade di Monreale. Un provvedimento che ha anticipato solo di qualche ora l’istituzione della zona rossa non solo a Monreale ma in tutta la provincia di Palermo. L’inizio della zona rossa è stato deciso per domenica 11, la fine, salvo, proroghe, per il 22 aprile.

Il primo cittadino non firmerà ordinanze sindacali più restrittive rispetto alle disposizioni regolate dal decreto del Consiglio dei Ministri del 2 marzo. I sindaci, di fatto, hanno la possibilità d’istituire con propri provvedimenti, ulteriori limitazioni. Il primo cittadino normanno si limiterà a far seguire quando disposto dalle norme nazionali e regionali.

Ora però tocca ai monrealesi fare la propria parte, rispettando pedissequamente le norme e, soprattutto, stando a casa il più possibile. La guerra contro il virus, infatti, non è ancora stata vinta e sono ancora troppe le famiglie che combattono. Tanti i monrealesi che in casa si stanno curando ma ci sono pure cittadini ricoverati. Basti pensare che le segnalazioni effettuate dai Medici di Medicina Generale, Pediatri di libera scelta e dal Dipartimento di Prevenzione, con le prese in carico di pazienti Covid positivi alle USCA vedono un incremento dal 40% al 85% negli ultimi 30 giorni in provincia.

La zona rossa non è un pretesto quindi. Nonostante i numeri di Monreale non appaiano così allarmanti, le autorità sanitarie hanno calcolato che nel giro di 7 giorni, è stata quasi superata la soglia dell’incidenza arrivata a sfiorare l’indice di 247,2. Un passo dalla zona rossa quindi. Non a caso questa mattina il sindaco aveva avvertito che, se i contagi fossero saliti, avrebbe chiesto personalmente la dichiarazione di zona rossa. Il presidente della Regione, visti i dati dell’intera provincia, ha deciso per il semi lockdown dell’intera Area Metropolitana.

Ancora sacrifici dunque vengono chiesti ai cittadini. Una guerra comune che potrà essere vinta solo restano quanto più possibile a casa, seguendo le norme di comportamento che ormai caratterizzano le nostre vite da un anno, vaccinandoci.

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