“Libere di essere donne”. Questo il filo rosso della manifestazione realizzata stamattina alla Veneziano-Novelli nella ricorrenza della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Un filo rosso che, come i fiocchetti rossi attaccati sulla maglia dei piccoli protagonisti, ha annodato le intenzioni educative che l’evento si è proposto.

Un’iniziativa didattica che, come ha sottolineato il dirigente scolastico Marco Monastra, ha individuato nella data del 25 novembre un’opportunità per condividere uno spazio di informazione, riflessione e contrasto ad ogni forma di violenza di genere.

A dare il proprio contributo gli alunni delle classi quinte della scuola primaria e quelli delle terze della secondaria di primo grado che, coordinati dagli insegnanti, hanno proposto interventi consapevoli e spesso emozionanti. Letture informative, drammatizzazioni, interpretazioni musicali, coreografie, circoli di confronto. Modalità espressive diverse che hanno permesso agli alunni di partecipare in maniera coerente al percorso di studi affrontato e all’aspetto del fenomeno inquadrato. Tante infatti le focalizzazioni proposte, dai report statistici agli stereotipi di genere radicati nella cultura e nel linguaggio maschilista, dal dramma del femminicidio alla condizione della donna islamica
dal grido di Masha Amini ai graffiti di Shamsia Hassani. Tante storie, tanti volti, ma un unico identico dolore che le voci di questi ragazzi hanno saputo raccontare.

Alla manifestazione hanno partecipato anche il sindaco Alberto Arcidiacono e l’assessore ai Beni culturali Letizia Sardisco che hanno offerto alla scuola un’occasione per rinnovare l’importanza del dialogo tra le istituzioni che condividono gli stessi obiettivi educativi.

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