La pandemia ha cambiato tutto. Un mondo è scomparso a fine 2019, una nuova alba è sorta post emergenza. Sono cambiate soprattutto le abitudini, per migliaia di persone. Ed il lavoro, senza dubbio alcuno. Ed anche i settori, drasticamente modificati dai ritmi di una pandemia tanto inaspettata quanto imprevista.
Tra le industrie che più sono cambiate, quella del gioco legale è probabilmente la principale. Sia perché dei cambiamenti ci sono stati e sono effettivi, in primis la migrazione sui canali online. Ma anche perché le difficoltà sono state tante e varie, soprattutto nei periodi – lunghi – di sospensione delle attività per via delle restrizioni. Le sale gioco come le si conosceva prima oggi sono del tutto cambiate: le limitazioni imposte dalle autorità sanitarie hanno cambiato anche il volto delle sale da gioco. Il caso dei casinò è eloquente, anche per i lavoratori.
Ai tavoli classici da gioco si è assistita alla soppressione di alcune tipologie di gioco, per esempio. Gli organici dei dipendenti, soprattutto in produzione, sono stati ridotti e nuove assunzioni sono mancate per garantire una copertura totale. Ma si sa, dalle difficoltà possono generarsi anche nuove opportunità: così nei casinò italiani è nata l’idea di una nuova figura professionale, un tecnico di gioco, un croupier polivalente, abilitato cioè a gestire più tavoli da gioco.
Una figura che nasceva – nelle intenzioni – già dal pre-pandemia, ma con scarso successo. Oggi quest’idea forse può diventare una solida realtà del futuro: ottimizza i costi del lavoro, apre a nuovi impieghi ed anche ad un ricambio generazionale che prima o poi è necessario e fisiologico. I risultati non sono tardati ad arrivare: nel 2023 i proventi di gioco confermano un netto ritorno ai volumi d’affari del periodo pre-Covid.
I dati resi noti da Giochidislots riguardano le due principali tipologie di apparecchi da intrattenimento: le AWP (apparecchi con vincita in denaro in attesa di vincita) da un lato, e le VLT (videolottery) dall’altro. Nel primo caso, purtroppo, i dati sono stabili ed in linea con gli ultimi anni: la spesa è fissa al 7,5%, senza margini di crescita e con un passivo di venti punti percentuali rispetto al 2019. Il margine di spesa si è ridotto del 9% rispetto al 2019. Nel secondo caso, quello delle VLT, il trend è opposto: la spesa è al 27% rispetto al 2022, con uno 0,5% rispetto al 2019. Una rivoluzione totale per le Videolottery, vittime anch’esse del lockdown e delle restrizioni anti-Covid. Ma indenni, a conti fatti, in un 2023 di rinascita.
Cambiano le esigenze, cambiano le abitudini, cambiano i clienti e i consumatori. E cambia anche l’intrattenimento. Adeguandosi si può comunque progredire. È il caso eloquente è quello dei casinò. Cambiati nelle componenti essenziali ma non nel senso globale: luoghi di divertimento pronti ad accogliere migliaia di appassionati.
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