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L’inchiesta Amap inguaia Monreale? Capizzi chiede di valutare la revoca del passaggio

"L'amministrazione si attivi, anche con una consulenza legale, per valutare la possibilità di risolvere il rapporto con Amap e tornare alla gestione in-house"

Quali conseguenze comporterà per il comune di Monreale il sequestro dei 20 milioni di euro all’Amap? Si tratta di un sequestro che preoccupa non poco i comuni che ne fanno parte, Monreale compreso, poiché la Procura europea ha bloccato con il provvedimento tutte le attività della società.

Quali ripercussioni ci saranno per Monreale? È possibile che si verifichi un cambio di rotta e si torni alla gestione in-house dell’acqua? Sono queste le domande che il consigliere comunale e già sindaco Piero Capizzi si pone alla luce delle vicende che hanno coinvolto l’ex municipalizzata palermitana. Il consiglio comunale di Monreale ha votato a settembre 2021 il passaggio del servizio idrico integrato ad AMAP SPA, la società che gestirà fino al 31 dicembre 2045 il servizio idrico, un passaggio eseguito poiché obbligato dalla legge. Il trasferimento del servizio è ancora in corso per quanto riguarda Monreale.

La Procura europea ha avviato nei giorni scorsi un’indagine per indebita percezione di erogazioni pubbliche, in cui sono indagati l’amministratore unico dell’ex municipalizzata, il direttore generale e un ex manager. La Procura ha ordinato il sequestro di 20 milioni di euro nelle disponibilità dell’azienda, un sequestro che di fatto ha bloccato le attività e il pagamento degli stipendi dei dipendenti. “L’aspetto rilevante per il Comune di Monreale”, spiega Capizzi, “è il sequestro dei 20 milioni di euro. Si tratta di un sequestro che paralizza l’attività dell’Amap, ma è chiaro che potrebbe estendersi anche dal punto di vista reale, coinvolgendo i beni della società. Il problema potrebbe dunque riguardare anche i soci che partecipano ad Amap, ovvero i Comuni, e quindi anche il Comune di Monreale”.

Capizzi chiede all’amministrazione di “valutare la possibilità di un riesame del passaggio all’Amap decretato dal Consiglio” dopo la vicenda venuta fuori nei giorni scorsi. “Chiedo di valutare l’opportunità di fermare questo passaggio qualora vi fossero ancora i margini di recedere da quella scellerata scelta”. Capizzi sostiene che Monreale, sia per le sue copiose risorse idriche, sia per l’organizzazione già maturata in passato, potrebbe tornare ad autogestirsi. “La partecipazione ad Amap oggi comporterà una maggiorazione del servizio e dei costi per l’utente, mentre il sequestro dei 20 milioni rischia di far uscire il Comune con le ossa rotte”.

Capizzi rinnova quindi l’appello al sindaco “affinché si attivi, anche con una consulenza legale, per valutare la possibilità di risolvere il rapporto con Amap e tornare alla gestione in-house, visto che il Comune è completamente estraneo a questa vicenda”.

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