Economia

Conto corrente e giovani: il 75% ne possiede uno

Parlare dell’importanza dell’educazione finanziaria significa anche valutare quali sono gli strumenti finanziari più conosciuti e utilizzati dagli italiani. Ed è per questo che la Banca d’Italia ha acceso i fari sui conti correnti.

Del resto, quello della conoscenza dei rudimenti della finanza rimane un problema in Italia, nazione in cui si nota ancora un gap con il resto d’Europa. Da un’indagine condotta dalla Banca d’Italia durante il primo trimestre 2023, con focus sull’alfabetizzazione finanziaria dei giovani tra i 18 e i 34 anni, sono emersi dati che fanno riflettere.

Il 35% dei partecipanti risponde correttamente alle domande riguardanti i concetti economici principali, come inflazione, tasso di interesse e diversificazione del rischio. Dall’indagine si evince che chi ha un diploma o una laurea in discipline tecniche o scientifiche ha una maggiore conoscenza finanziaria, così come emerge anche un divario di genere sfavorevole alle donne.

Quello che si nota in maniera chiara dall’indagine della Banca d’Italia è che i giovani sono, ad oggi, i più attenti alla sostenibilità delle spese e più propensi al rispetto delle scadenze. Nota negativa, però, la bassa propensione a pianificare per il futuro. Chi ha più conoscenze finanziare tende ad avere un atteggiamento ottimistico verso argomenti come crescita professionale e miglioramento della propria situazione economica.

Ma il quadro che emerge è più ampio. Nell’analisi sono entrati anche i comportamenti dei giovani nei confronti dei servizi finanziari e di pagamento. Gli strumenti di pagamento e quelli per la gestione corrente sono diffusi, ma non lo è altrettanto la partecipazione ai mercati finanziari.

Quindi, se ben tre intervistati su 4 hanno un conto corrente, due terzi hanno carte di debito o prepagate, solo il 14% ha investito almeno una volta in azioni o obbligazioni.

Cosa fare per migliorare questi dati? Senza dubbio, scuola e università sono i luoghi preferiti per migliorare le competenze finanziarie. Nella fascia tra i 24 e i 34 anni, invece, si prediligono gli intermediari finanziari

Tuttavia, è bene ricordare che ci sono moltissime fonti di informazione online, come il sito Affari Miei che da anni si differenzia in questo panorama, che permettono di apprendere nozioni di base, di fare confronti e di prendere delle decisioni informate

Ed è proprio grazie a queste risorse, ad esempio, che i più giovani hanno spostato la loro attenzione sulla finanza sostenibile e, attualmente, ritengono che la protezione dell’ambiente sia un tema fondamentale per le politiche economiche.

Redazione

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