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La poesia come coraggio, presentato a Santa Caterina il libro di Francesca Traina

Scrittrice e dirigente scolastica in quiescenza, Francesca Traina ha scelto un titolo che rimanda al nucleo più profondo del sentire poetico

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MONREALE – Un libro di poesie può contenere molte sorprese. E un pomeriggio sotto il segno della poesia può diventare un’esperienza particolare, che arricchisce mentre promette di guidarci in territori che magari ancora non conosciamo: è avvenuto ieri giovedì 14, quando con la guida sapiente di Antonella Vaglica si è parlato del libro di Francesca Traina “Il coraggio delle parole”. La presentazione è stata organizzata dalla Pro Loco nella Biblioteca comunale intitolata a Santa Caterina, nell’ambito delle attività del Patto per la lettura.

Scrittrice e dirigente scolastica in quiescenza, Francesca Traina ha scelto un titolo che rimanda al nucleo più profondo del sentire poetico. Ma conserva anche il coraggio di una parola che denuncia, che in forma semplice e al contempo simbolica comunica emozioni. Sono tanti i temi affrontati pescandoli nel disagio di questi nostri tempi, dove tutto va di corsa mentre la poesia dichiara subito la sua natura, chiede attenzione. La poeta Traina dice: “sento la responsabilità della mia scrittura, nella consapevolezza che non è facile cambiare il mondo, ma è impegno civile di ciascuno offrire uno sguardo diverso sulle cose”.

Francesca Vaglica ha organizzato un incontro quasi corale. Il suo percorso sul testo poetico ha preso il via dal valore della parola nella Grecia classica, ha ricordato la sua esperienza quotidiana di docente per dire che ogni giorno a scuola si studia la poesia, si insegna ai ragazzi a smontare e rimontare i versi, ma raramente si permette alla poesia di farsi ponte fra le emozioni. Francesca Vaglica ha letto alcune poesie dal libro di Francesca Traina, due studentesse del liceo Basile – Chiara La Figura ed Emanuela Messina – sono state coinvolte nell’analisi del testo poetico. A sottolineare il legame del testo poetico con la musica ha provveduto il duo Alares – alla chitarra Sara Marchese e Alessandra Finazzo, ancora sudentesse del Conservatorio e già bravissime – che hanno interpretato non solo una classica sonata di Domenico Scarlatti ma anche la modernità di Astor Piazzolla.

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