Cronaca

L’Amap prenderà l’acqua dal Torrente Sant’Elia per ridurre la crisi idrica di Palermo

Monreale – L’Amap sta attuando un intervento per riattivare il prelievo di acqua dal Torrente Sant’Elia, nella frazione di Pioppo. Questo progetto, finanziato dalla Regione con 2,5 milioni di euro e approvato a ottobre, mira a contrastare la crisi idrica sfruttando una risorsa idrica precedentemente utilizzata e poi abbandonata. L’operazione prevede il rifacimento della sezione di filtrazione a carboni attivi granulari e l’installazione di un modulo compatto per la depurazione dei reflui, consentendo di ripristinare la presa d’acqua dal torrente.

Interventi sull’Oreto per migliorare la qualità dell’acqua

Oltre al progetto di Pioppo, la Regione ha finanziato interventi per migliorare la qualità dell’acqua del fiume Oreto, eliminando gli scarichi di reflui del Comune di Altofonte e della frazione di Pioppo. Per Altofonte, un investimento di circa 50.000 euro riattiverà l’impianto di sollevamento degli scarichi verso Acqua dei Corsari, riducendo l’inquinamento dell’Oreto. Queste azioni congiunte mirano a rendere l’acqua del fiume nuovamente utilizzabile per l’approvvigionamento idrico.

Il potabilizzatore Gabriele: un impianto storico al servizio di Palermo

L’acqua prelevata dal Torrente Sant’Elia verrà convogliata al potabilizzatore Gabriele, situato nei pressi della Conigliera, alle falde di Monte Caputo. Questo impianto, la cui sezione di filtrazione a carboni attivi risale al 1958, necessita di una manutenzione straordinaria per tornare a pieno regime. Al Giornale di Sicilia, l’amministratore unico di Amap, Giovanni Sciortino, ha confermato l’avvio dei lavori e l’ordine per la fornitura di carboni attivi, essenziali per il processo di potabilizzazione.

Tempi e benefici del progetto

Sciortino stima che l’impianto sarà operativo entro tre o quattro mesi, in concomitanza con il periodo di maggiore richiesta idrica dovuto alla diminuzione delle piogge. La riattivazione del prelievo dal Torrente Sant’Elia consentirà di ridurre l’utilizzo delle dighe Scanzano, Poma, Piana degli Albanesi e Rosamarina, che attualmente riforniscono Palermo. In passato, l’Oreto forniva fino a 600-700 litri al secondo, una quantità paragonabile a quella di un invaso, e si prevede di raggiungere portate medie di 400-500 litri al secondo con il nuovo intervento.

Redazione

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