Link chiede adesso quale sia la posizione dell'amministrazione e della chiesa
Monreale, 19 settembre 2017 – Ancora cartelloni neofascisti a Monreale e questa volta il gesto degli autori è abbastanza eclatante. Stanotte qualcuno ha appeso sulla cancellata secondaria del duomo di Monreale un cartello che recita: «Riconquista Monreale». Accanto al messaggio vi è un logo riconducibile all’associazione Talos. Nelle scorse settimane il piccolo gruppo di estrema destra aveva già affisso manifesti abusivi lungo le vie di Monreale e a San Martino delle Scale.
Giunge adesso una dura nota del collettivo Arci Link di Monreale. «Gli eredi di Guglielmo vogliono riconquistare Monreale? – afferma il gruppo – Saranno americani? Oppure saranno le maestranze arabe che contribuirono a costruire la cattedrale? Appaiono strane scritte incomprensibili a chi possiede un po’ di intelletto sulle cancellate del simbolo di Guglielmo il buono, sul simbolo del groviglio delle culture. Chi sarà mai? E soprattutto cosa vorranno dire? Cosa vorranno dai monrealesi? Forse un amante tradito, o forse più probabilmente un amante respinto, sicuramente uno stalker».
«Un gruppo di ignoranti, che voleva togliere qualsiasi dubbio, ancora una volta si presenta di nascosto per esibire una frase fatta di dubbia comprensibilità. Si muovono di notte, come ladri e topi, questo già ci dice tanto della loro personalità».
Già a San Martino delle Scale il gruppetto di ragazzi era stato scacciato dai residenti della frazione in seguito all’affissione di alcuni manifesti contro la creazione di un presunto centro di accoglienza per migranti. «Propongono slogan ritriti – continua Link – privi di argomentazione, questo ci racconta il loro grado di intelletto. Ma questo già lo sanno tutti; i cittadini di San Martino lo sanno bene, tanto è vero li hanno scacciati; lo sanno anche i residenti monrealesi che hanno fatto satira sulla “difesa della casa”, “dalla mafia”, “dall’inquinamento”, insomma dall’ignoranza».
Link chiede adesso quale sia la posizione dell’amministrazione e della chiesa: «Dopo un ennesimo attacco all’intelligenza le domande non sono più eludibili, ed allora le poniamo. Non ci si può nascondere per sempre, e soprattutto non si può non schierarsi pubblicamente. Rompere il muro del silenzio è abbattere i muri dell’ignoranza: la “Parola”, insegna qualcuno, ha un potere “salvifico” e non utilizzarla è una responsabilità».
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