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La storia di Gabriele Albano commuove l’Italia. Il monrealese chiede aiuto allo Stato

«Lo stato mi ha abbandonato», dice Gabriele

Monreale, 6 febbraio 2018 – Ha una malattia invalidante ma per l’Inps non basta, non gli permette di ricevere l’assegno di invalidità che permetterebbe a lui e alla sua famiglia di vivere una vita più serena. È la storia del monrealese Gabriele Albano, 30 anni, che soffre della sindrome di Scheuermann. La malattia gli causa dolori acuti alla schiena già da sette anni, con lombo-sciatalgia bilaterale, affaticamento e mancanza di forze. «I dolori alla schiena vanno dalle coltellate improvvise – cosi le chiama Gabriele – che quasi mi fanno svenire, al completo blocco, del tratto cervicale o del tratto toracico o lombare; in questi momenti non riesco a muovermi nemmeno di pochi millimetri».

Gabriele ha presentato domanda di assegno all’Inps che gli riconosce solo un’invalidità del 50% poiché la sua patologia non è presente nell’elenco di quelle riconosciute dall’ente. «Anche facendo ricorso  – afferma il ragazzo -, l’unica percentuale da associare alla mia patologia non basta per avere un sussidio». Intanto il trentenne monrealese continua a soffrire, senza che lo Stato gli dia un aiuto economico. Sul sito change.org ha aperto una petizione che ha già raggiunto le 14 mila firme, con la quale chiede che l’istituto di previdenza gli riconosca almeno il minimo per riuscire a condurre una vita dignitosa. «Ho dolori tutti i giorni tutto il giorno – racconta Gabriele -. Nemmeno la sera quando vado a letto mi posso rilassare perché iniziano degli spasmi che iniziano dalla colonna vertebrale fino al cervello, dolorosissimi».

Solo da tre anni e mezzo, dopo varie visite, a Gabriele è stata diagnosticata la Sindrome di Scheuermann.
«È davvero assurdo – continua – che la mia patologia sia paragonata ad una scoliosi e che non mi permettano di ricevere un indennizzo. Anche se l’assegno fosse limitato, mi sentirei utile per la mia famiglia». Al momento Gabriele allevia i sintomi della propria sindrome utilizzando cerotti oppioidi, che oltre ad alcuni benefici ha degli effetti collaterali, e con cannabis terapia. «Continuo a peggiorare – dice -, sono cure palliative. Lo stato mi ha abbandonato».

Redazione

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