Incentivo Resto al Sud. «Giovane Futuro» spiega ai giovani monrealesi come accedere al finanziamento

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Monreale, 10 febbraio 2018 – Un incontro per meglio chiarire le opportunità offerte dall’incentivo Resto al Sud che permette ai giovani aspiranti imprenditori di poter avviare un’attività grazie ad un incentivo economico che può arrivare fino a 200 mila euro.

Il 15 Febbraio, alle ore 17 presso l’ex Hotel Savoia, si svolgerà un incontro di presentazione dell’incentivo Resto al Sud, rivolto a giovani dai 18 ai 35 anni per sostenere la nascita di nuove attività imprenditoriali nelle regioni del Mezzogiorno.  L’incontro, promosso dall’Associazione Giovane Futuro, oltre a soffermarsi sulle linee guida dell’incentivo, vuole fornire una panoramica esaustiva su tutte le procedure da attuare per avviare una nuova impresa. «A spiegare le possibilità che Resto al Sud offre ai ragazzi – dice Fabio Casamento, presidente dell’associazione promotrice della manifestazione – saranno due tecnici. Cercheremo di fornire elementi pratici per partecipare al bando».

Con l’incentivo Resto al Sud è possibile avviare attività di produzione di beni e servizi. Sono escluse dal finanziamento le attività libero professionali e il commercio. Ogni soggetto richiedente può ricevere un finanziamento massimo di 50 mila euro. Nel caso in cui la richiesta arrivi da più soggetti, già costituiti o costituendi, il finanziamento massimo è pari a 200 mila euro. All’incontro del 15 febbraio interverranno il presidente dell’associazione monrealese Giovane Futuro Fabio Casamento, il consulente in europrogettazione Giovanni Romeo e il consulente del lavoro Filippo La Fiora. 

I progetti imprenditoriali possono avere un programma di spesa del valore massimo di 200 mila Resto al Sud finanzia interventi per la ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili (massimo 30% del programma di spesa), impianti, attrezzature, macchinari nuovi. Si possono richiedere finanziamenti anche per programmi informatici e servizi TLC (tecnologie per l’informazione e la telecomunicazione) e per altre spese utili all’avvio dell’attività (materie prime, materiali di consumo, utenze e canoni di locazione, canoni di leasing, garanzie assicurative nel limite del 20% massimo del programma di spesa). Non sono ammissibili le spese di progettazione, le consulenze e quelle relative al costo del personale dipendente. 

Le agevolazioni coprono il 100% delle spese e prevedono un contributo a fondo perduto, pari al 35% del programma di spesa e un finanziamento bancario, pari al 65% del programma di spesa, concesso da un istituto di credito che aderisce alla convenzione tra Invitalia e ABI, garantito dal Fondo di garanzia per le PMI.  Gli interessi del finanziamento sono coperti da un contributo in conto interessi.  Il finanziamento bancario deve essere restituito in 8 anni di cui 2 di preammortamento. Le agevolazioni sono erogate in regime de minimis.

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