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San Cipirello, infiltrazioni mafiose: insediamento record della Commissione prefettizia

Geluso: "Ho chiesto audizione in commissione antimafia ma è stata rigettata. Ho comunque fiducia nella magistratura e nelle istituzioni"

SAN CIPIRELLO – Non sono trascorse nemmeno 24 ore dalla decisione del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’Interno Matteo Salvini, di sciogliere il consiglio comunale di San Cipirello, nel Palermitano. Il Prefetto di Palermo Antonella De Miro ha già inviato i commissari ad acta che avranno il compito di prendere le redini dell’amministrazione del paese per i prossimi 18 mesi. La Commissione si è insediata presso il palazzo di città già nel pomeriggio di oggi.

«In relazione allo scioglimento del Consiglio comunale di San Cipirello deliberato dal Consiglio dei Ministri nella seduta di ieri 19 giugno – si legge in una nota prefettizia –  il Prefetto De Miro, con provvedimento emesso in data odierna, ha disposto, nelle more dell’emanazione del formale conclusivo decreto da parte del Presidente della Repubblica, la sospensione degli organi del Comune di San Cipirello, ravvisando la sussistenza dei presupposti di urgente necessità previsti dall’art. 143 comma 12 del Decreto Legislativo 18 agosto 2000 n. 267».

Con il provvedimento di Antonella De Miro è stata affidata alla Commissione straordinaria la provvisoria gestione dell’ente comunale, già nominata con la deliberazione di scioglimento. Il sindaco Vincenzo Geluso, gli assessori e il consiglio comunale, quindi, con il provvedimento firmato dal capo di Gabinetto del Prefetto, perdono ogni potere. 

Intanto il sindaco Vincenzo Geluso ha annunciato che farà ricorso contro la decisione voluta dal leghista Salvini. «Ritengo di aver lavorato bene – ha detto l’ormai primo cittadino decaduto -, in un paese con grandi difficoltà e non aspetto altro che di conoscere la verità». Diversi comuni sono stati sciolti in passato per infiltrazioni mafiose salvo poi appurare che non vi erano ragioni per la sussistenza del provvedimento. «Per arrivare allo scioglimento ci sarà qualcosa che non va ma farò ricorso per capire la situazione – continua Geluso – Non me l’aspettavo. Mi sono abbassato lo stipendio, non ho fatto affidamenti o gare d’appalto di grossa importanza, ma ho solo condotto in via ordinaria l’attività amministrativa». 

San Cipirello non era mai stato sciolto per infiltrazioni. «Ho chiesto audizione in commissione antimafia ma è stata rigetta – afferma Geluso – Siamo arrabbiati perchè essere sciolti dopo due anni di legislatura è un fatto grave. Ho comunque fiducia nella magistratura e nelle istituzioni». E ai cittadini chiede fiducia.  

Redazione

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