Appalti concessi dai Comuni in via d'urgenza alle stesse imprese per più volte senza gara, Fava: “Un mondo in cui c'è anche un cospicuo riciclaggio di denari sporchi con imprese di prestanome di soggetti mafiosi”
PALERMO – Sulla questione rifiuti scende in campo l’antimafia. La Commissione Antimafia all’Assemblea Regionale Siciliana ha chiesto al Comune di Monreale come è stato gestito il servizio negli ultimi 5 anni.
In particolare, la Commissione presieduta da Claudio Fava, chiede al comune normanno a quale impresa è stata affidata la raccolta dei rifiuti e gli eventuali servizi accessori, con quale procedura, importo e durata. Ma non solo, la Commissione antimafia vuole sapere se “siano accorse negli ultimi 5 anni proroghe del servizio e a beneficio di quali imprese”.
Le richieste della Commissione rientrano nell’ambito di un’attività conoscitiva sul ciclo dei rifiuti nella regione siciliana. La Commissione all’Ars ha necessità di conoscere l’attuale organizzazione del Comune di Monreale riguardante il sistema di gestione dei rifiuti e di affidamento dei relativi servizi.
Tanti, troppi soldi in gioco, una normativa farraginosa e con molte falle, une perenne gestione emergenziale del servizio fatta da affidamenti diretti, noleggi e un grande bacino di dipendenti assunti in passato con sistemi tutt’altro che trasparenti, fanno quello dei rifiuti un settore appetibile alla criminalità organizzata.
Intanto il Comune di Monreale ha già inoltrato alla Commissione la documentazione richiesta risalente ai 5 anni appena trascorsi caratterizzati dal fallimento dell’Alto Belice Ambiente, società d’ambito dell’Ato Palermo 2 (su questo tema la magistratura sta già lavorando), e da continue emergenze.
È il sistema frammentato della raccolta su cui si concentrano le attenzioni della Commissione guidata da Fava. “Abbiamo chiesto a tutti i 390 comuni di farci sapere da quando è stato dato l’incarico del servizio di raccolta, attraverso quale sistema, abbiamo richiesto una radiografia limpida. Una trentina hanno già risposto”.
Si tratta di un sistema in cui attraverso il cavallo di Troia delle proroghe e delle emergenze, le inflitrazioni, anche della criminalità organizzata, sono ad altissimo rischio. Le inchieste in giro per la Sicilia non mancano. Ci sono appalti concessi dai Comuni per via d’urgenza alle stesse imprese per più volte senza gara, “un mondo – aggiunge Fava – in cui c’è anche un cospicuo riciclaggio di denari sporchi con imprese di prestanome di soggetti mafiosi”.
L’indagine proseguirà fino all’inizio dell’anno prossimo. Proprio mentre l’Ars discute la riforma del sistema.
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