La villa si trova in contrada Favara ed è stata confiscata a Giuseppe Caramazza
MONREALE – Si è svolta questa mattina a Monreale l’intitolazione di una villa confiscata alla mafia all’avvocato Enzo Fragalà, morto il 26 febbraio 2010 a Palermo dopo un violento pestaggio di matrice mafiosa sotto il suo studio legale.
La villa si trova in contrada Favara ed è stata confiscata a Giuseppe Caramazza. È stata affidata nel 2018 all’associazione Asfa “Associazione sostegno alle famiglie) Onlus presieduta dal Cavaliere del Lavoro Diego Mannisi.
Questa mattina nella villa si è svolta una breve cerimonia d’intitolazione al legale Fragalà. Erano presenti, tra gli altri l’assessore comunale ai Beni Confiscati Ignazio Davì in rappresentanza dell’amministrazione comunale, il capitano della stazione dei Carabinieri di Monreale La Rocca e il comandante del Gruppo Carabinieri di Monreale, il tenente colonnello Luigi De Simone. Per l’occasione sono stati invitati anche i familiari dell’avvocato ucciso per mano di cosa nostra, la moglie e la figlia Marzia Fragalà, l’assessore al Territorio Cordaro e alcuni amministratori dell’hinterland tra cui il sindaco di Corleone Nicolò Nicolosi.
Di recente l’amministrazione comunale ha modificato il contratto di comodato d’uso della villa allungando i tempi di utilizzo della villa a 10 anni. In questo modo l’associazione potrà partecipare a progetti per la valorizzazione del bene tra cui un progetto del Gal Terre Normanne e del Patto per il Sud.
“Oggi viene dimostrata la vicinanza dell’amministrazione a chi opera correttamente affinché i beni confiscati alla mafia vengano valorizzati”, ha detto l’assessore Davì che si è impegnato nel corso delle scorse settimane per allungare il contratto di comodato all’Asfa.
Obiettivo dell’Asfa è realizzare una sala della Legalità e della Cultura all’interno della villa e creare un’aula di formazione professionale in cui realizzare corsi sull’ambiente per giovani e per ragazzi affetti da sindrome da Asperger. L’associazione al momento assiste a Monreale 170 famiglie bisognose.
Un bene confiscato necessita di fondi e grazie all’impegno dell’amministrazione sarà possibile partecipare ad alcuni progetti – ha affermato Diego Mannisi -. Ringrazio l’assessore Davì. Solo continuando nell’alveo della legalità si possono fare tante cose per chi ha bisogno. La villa è un bene pubblico aperto alla società civile e la porta è aperta a tutti”.
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