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Home » A Monreale la prima vittima del Coronavirus: il lavoro, attività sull’orlo del fallimento
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A Monreale la prima vittima del Coronavirus: il lavoro, attività sull’orlo del fallimento

Ultimo aggiornamento: 06/11/2021 - 11:53
scritto da Redazione
Pubblicato il 06/11/2021
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2 Min Read
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Monreale, ore 16.30. Le due piazze principali sono vuote. Non vi è anima viva, non c’è nemmeno un turista. Solo qualche ragazzino che scorrazza con un pallone.

È drammatica la situazione che ci hanno presentato i commercianti e i titolari di strutture extra alberghiere dell’area vicina al Duomo di Monreale. La crisi del settore turistico legata all’emergenza coronavirus sta mettendo in ginocchio l’economia dell’intero Paese.

Sono occhi di chi non sa più come uscire dal dramma quelli dei commercianti di piazza Vittorio Emanuele e di Piazza Guglielmo II. Tra essi c’è anche chi sta iniziando seriamente a pensare di licenziare parte dei dipendenti o, addirittura, abbassare la saracinesca in attesa di tempi migliori.

A Monreale il mese di marzo dovrebbe rappresentare quello della svolta, della ripresa delle attività e dell’arrivo dei grossi flussi turistici. Lo stop alle gite scolastiche e la paura generale hanno fatto crollare gli arrivi e le attività sono in crisi nera. Ristoranti e bed and breakfast non fanno altro che ricevere telefonate e mail di cancellazione di prenotazioni.

“L’amministrazione ci aiuti – dice il proprietario di un bar della piazza – faccia qualcosa. Riapra quanto meno la strada, faccia tornare il bus in piazza. Incentivi la gente a tornare a Monreale”. “Dalla prossima settimana chiudiamo i battenti”, dice con il volto pieno di sconforto il proprietario di una pizzeria.

“Il sindaco sospenda il pagamento delle tasse e dei tributi, del suolo pubblico”, altrimenti sarà la fine, aggiunge la titolare di un ristorante, la quale sostiene che dai primi giorni di marzo stare aperti significa solo andare in perdita. Intanto domani una rappresentanza dei commercianti monrealesi incontrerà il sindaco Arcidiacono.

Nello stesso momento in cui parliamo con il titolare di un affittacamere, questi apre una busta: è la richiesta di pagamento della tassa di soggiorno relativa agli anni che vanno dal 2015 al 2020. Un’altra mazzata.

TAGGED:coronaviruscrisicrisi coronavirusLavoroMonreale
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