Matteo Lo Iacono era un pescatore espertissimo. Aveva superato decine e decine di tempeste in anni di lavoro in mare come pescatore d’altura. C’è qualcosa che non torna nella tragica storia del naufragio della Nuova Iside, il peschereccio di cui si sono perse le tracce nel corso della mattina del 13 maggio. In questi giorni il mare ha restituito i corpi di Giuseppe Lo Iacono, 34 anni, e di Matteo Lo Iacono, 53 anni, in comandante. All’appello manca ancora Vito, il figlio di Matteo.
Proprio la famiglia di Matteo e Vito adesso vuole vederci chiaro ed ha affidato all’avvocato Aldo Ruffino il compito di indagare e scoprire cos’è successo alla Nuova Iside. L’ultima telefonata tra Matteo Lo Iacono e la famiglia risale alle 23. L’imbarcazione era a largo di San Vito Lo Capo e stava facendo rientro a Terrasini. Doveva rientrare in porto ma qualcosa è andato storto. La Nuova Iside si è, con molta probabilità, abissata mentre seguiva la rotta verso Terrasini.
I corpi di Giuseppe e Matteo Lo Iacono sono stati trovati nelle acque antistanti all’Isola di Ustica ma c’è qualcosa che non convince i familiari. Perchè Matteo Lo Iacono aveva ancora la tuta addosso visto che soffiava un caldissimo vento di scirocco? Il cugino Giuseppe, invece, è stato ritrovato senza vestiti. Da questi dubbi nasce l’ipotesi che la Nuova Iside possa essere stata speronata da qualche altra imbarcazione, forse un mercantile. Fino alle 23 di notte, ora in cui sarebbe stato registrato l’ultimo contatto dell’imbarcazione, non soffiava ancora lo scirocco. Da quel momento non è stato registrato nemmeno un SOS dal peschereccio.
L’ipotesi dello speronamento, al momento, è solo una ipotesi al vaglio degli investigatori della Capitaneria di Porto coordinati dalla Procura della Repubblica di Palermo che ha aperto un’inchiesta. Intanto oggi in queste ore sarà eseguita l’autopsia sul corpo di Matteo Lo Iacono come richiesto ed ottenuto dai familiari. Fondamentale sarà il ritrovamento del relitto che potrebbe dare indizi utilissimi per ricostruire quello che appare come un mistero.
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