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Cimitero a Pioppo, “Investimento nella morte, illogico economicamente e storicamente”

Nei prossimi giorni il punto tornerà in Consiglio. L'esito della votazione è incerto

Contro il cimitero di Pioppo anche Arci Link, che si appella ai consiglieri comunali

“Investimento nella morte”. È l’incipit di una nota inviata dal presidente di Arci Link, Antonino Renda. Link è una delle associazioni monrealesi riferimento del mondo giovanile e prende posizione rispetto al progetto del nuovo cimitero che sarà costruito a Piano Renda, nelle vicinanza di Pioppo. Contrarietà piena ha già espresso il Comitato Pioppo Comune. 

La discussione torna in auge a distanza di mesi, dopo che il Consiglio comunale aveva rispedito le carte agli uffici comunale al fine di capire se, effettivamente, il progetto di costruzione del nuovo camposanto di Monreale, potesse rappresentare o no un’opportunità per l’ente. Nei prossimi giorni il punto tornerà in Consiglio. L’esito della votazione è incerto.

Toni Renda si rivolge proprio ai consiglieri che saranno chiamati a votare questo importante provvedimento da cui, tra l’altro, dipende anche la tenuta della maggioranza che sostiene il sindaco Arcidiacono.

“Cosa significa questo investimento cimiteriale?”

Questa la domanda del presidente di Link. “Dobbiamo sempre chiederci cosa significa un investimento, soprattutto un investimento pubblico, perché per quanto, in questo caso, non preveda spesa monetaria, prevede comunque l’investimento della materia prima, la terra. Quindi un investimento, un’ipoteca sul futuro c’è sempre, anche se non economica; l’ipoteca è ancora più importante, perché questa ipoteca sarà irreversibile, cioè consegnerà per i prossimi secoli una funzione a quella porzione di territorio. Bene, se le cose stanno così, cioè che si sta prendendo una decisione “eterna”, capite il perché mi voglia rivolgere, principalmente, a chi questa decisione spetterà e peserà”.

I dubbi sulla necessità di un nuovo cimitero

“Soprattutto se le relazioni tecniche fanno emergere che non è necessario per il fa bisogno del Comune la costruzione di un nuovo cimitero – continua Renda -, ma basterebbe la buona gestione dell’esistente, pensando anche che in un futuro non lontano le ceneri potranno essere sparse (questo è un mio auspicio, in quanto a me piacerebbe così finire). Qui emerge la valenza pedagogica della politica, insegnare a ben gestire, ma non voglio soffermarmi su questo, potrei apparire polemico e non è mia intenzione”.

La buona politica che investe sull’ambiente

“La buona politica – dice Renda -, individua dove va la tendenza storica, cioè qual è la cultura del prossimo futuro. Questo è il punto del ragionamento su cui voglio insistere. Come possiamo vedere facilmente, la cultura che si sta costruendo è una cultura che investe sull’ambiente, cibo sano e tipico, energia pulita, rimboschimenti, diciamo che la natura fa da padrona anche economicamente. Basta guardare le linee di indirizzo del next generation eu (Recovery found) per rendersi conto quali saranno gli investimenti del futuro”.

Torniamo quindi al nostro investimento specifico.

“L’idea che potrebbe sembrare a prima vista vantaggiosa, perché economicamente non prevede una spesa pubblica, ma come abbiamo visto questo non è del tutto vero, perché prevede l’impegno materiale di un bene che è la terra, che per quanto possa essere privata ha sempre un interesse pubblico. Ci rendiamo allora conto che quella terra è una valle tra i monti, che quella terra è una risorsa paesaggistica e ambientale, che insieme ai nostri monti è un possibile investimento, che così si pone in opposizione all’investimento cimiteriale. Ora se è vero che la cultura del futuro, ed è vero, va verso un economia ambientale, l’investimento che dovrà essere preso ha un altro valore”.

La domanda, cosa significa questo investimento cimiteriale?

“A questo punto, ha la risposta ed è: una scelta, politica, sul futuro di un territorio. La scelta in questo caso è tra: investiamo su i nostri prodotti tipici, agroalimentare e artigianale, un turismo ambientale, un turismo di prossimità, le migliaia di persone che fanno trakking (che sarebbero i famosi turisti che vengono a Monreale per restare qualche giorno, come chiedono i commercianti), oppure un investimento sulla morte.
La scelta che stranamente questa amministrazione vuole prendere è anche in contraddizione con ciò che sta facendo. I fondi investiti suoi due antichi quartieri del Carmine e della Ciambra, ma anche l’investimento sull’Oreto, indicano una via di sviluppo, appunto quella della cura del territorio, per la creazione di posti di lavoro sui diversi settori turistici e i monti in quest’ottica sono una vastissima risorsa. Il rischio più importante è ipotecare una quantità importante di posti di lavoro, molti di più e più stabili che una costruzione e il suo mantenimento possono fornire. Per questo non si può essere d’accordo con questo investimento, illogico economicamente e storicamente. L’appello non può non concludersi con la richiesta ai consiglieri e al sindaco stesso di una bocciatura del progetto, e iniziare a lavorare coi comuni limitrofi a un investimento sui nostri monti”.

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