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A Monreale i dati migliorano, “Chiederò alla Regione la revisione della zona rossa”

Lo ha detto a MonraleLive il sindaco Arcidiacono, nel fine settimana la richiesta al Presidente della Regione

Monreale sarà zona rossa almeno fino al prossimo 5 maggio. Lo ha appena deciso il presidente della regione Siciliana, Nello Musumeci. Ma non mancano i dubbi sul provvedimento visto che ormai la zona rossa è stata valutata come un provvedimento che non funziona dall’Asp nella sua relazione. I cittadini, inoltre, non prendono più seriamente le restrizioni e, anzi, chiedono riaperture immediate.

Intanto il sindaco di Monreale, Alberto Arcidiacono, annuncia che chiederà alla Regione di rivedere la posizione di Monreale. “Lo faremo perchè a Monreale i dati sono i miglioramento anche se continuiamo ancora a fare appello al senso di responsabilità dei cittadini”, dice Arcidiacono raggiunto al telefono. Il sindaco chiederà la revisione della zona rossa nel corso del fine settimana.

Musumeci ha deciso di dichiarare zona arancione Palermo, lasciando la stretta per Monreale e altri Comuni dell’Area Metropolitana in cui si continuano a registrare contagi. Come ha anticipato MonrealeLive questa mattina, sono circa un centinaio i nuovi casi di Covid19 registrati nel territorio nel corso della settimana che va dal 19 al 25 aprile. Lo dice la relazione dell’Asp in nostri possesso.

“Gli ultimi dati rilevati dall’Asp, nonostante il dato dei contagi rimanga ancora elevato, hanno evidenziato un miglioramento rispetto alla precedente settimana di riferimento. Per questa ragione l’autorità sanitaria ha ritenuto di escludere il rinnovo delle restrizioni, che invece devono essere reiterate o prorogate, per 24 Comuni, fino a mercoledì 5 maggio”. E Monreale è tra questi.

“Premesso che ritengo reale e grave il problema Covid – ribadisce su Facebook Arcidiacono -, e che purtroppo ognuno di noi può diventare parte di esso, può capitare. Ritengo che se i numeri continuano a salire nonostante le restrizioni evidentemente il problema va ricercato non più in quelle categorie lavorative individuate nei vari decreti! Viene chiesto ancora un sacrificio a chi ha già sofferto, sperando che davanti all’ennesima prova di buona volontà ci siano veri e immediati aiuti”.

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