L’esempio e il sacrificio del capitano D’Aleo contro la mafia, Monreale non dimentica

Oggi la cerimonia commemorativa in occasione del 38' anniversario dell'omicidio per mano mafiosa

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Sono passati 38 anni dall’omicidio del capitano Mario D’Aleo, dell’appuntato Giuseppe Bommarito e del carabiniere Pietro Morici.

Oggi la cerimonia commemorativa in occasione del 38′ anniversario dell’omicidio per mano mafiosa del capitano Mario D’Aleo, dell’appuntato Giuseppe Bommarito e del carabiniere Pietro Morici. Alla manifestazione vi hanno preso parte, fra gli altri, i familiari delle vittime, in rappresentanza del sindaco Alberto Arcidiacono l’Assessore Geppino Pupella, il presidente del Consiglio comunale Marco Intravaia e numerose autorità civili, militari e religiose fra i quali l’arcivescovo Michele Pennisi, il generale dell’Arma dei Carabinieri Rosario Castello e il comandante provinciale dell’Arma colonnello Arturo Guarino.

Nel corso della cerimonia é stata deposta una corona e un fascio di fiori ai piedi della lapide. Il capitano Mario D’Aleo, è stato un ufficiale dell’Arma dei Carabinieri, assassinato da cosa nostra. L’Ufficiale dopo la sua morte è stato insignito della Medaglia D’Oro al valor civile alla memoria. E’ stato comandante della Compagnia Carabinieri di Monreale venne assassinato da un commando di sicari di “Cosa Nostra”. I killer a bordo di due motociclette trucidarono D’Aleo sotto la sua abitazione in via Cristoforo Scobar a Palermo. Mentre l’appuntato Giuseppe Bommarito ed il carabiniere Pietro Morici che attendevano l’ufficiale, furono uccisi in macchina, a poca distanza dal portone.

D’Aleo aveva preso il comando della Compagnia di Monreale dopo l’omicidio del Capitano Emanuele Basile, da cui ereditò le indagini sulla mafia dell’Hinterland monrealese.

“Nel 38° anniversario del barbaro assassinio del Capitano dei Carabinieri Mario D’Aleo e dei Carabinieri Giuseppe Bommarito e Pietro Morici, Monreale li ha ricordati con la deposizione di un cuscino di fiori ai piedi della lapide commemorativa. Il loro sacrificio, insieme a quello dei tanti servitori dello Stato caduti per mano della mafia, resta un esempio e un monito per le nuove generazioni”, lo ha detto Marco Intravaia, presidente del Consiglio comunale.

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