Monrealesi vogliono diventare Jatini ma il Comune ricorre al Tar

Sono circa 200 i cittadini monrealesi che vogliono diventare jatini

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Monreale ricorre al Tar contro la decisione dell’Assessorato alle Autonomie Locali della Regione Siciliana e l’operazione “Monrealexit” riceve una brusca frenata. Sono circa 200 i cittadini monrealesi che vogliono diventare jatini e hanno avviato un’azione per un progetto di riordino territoriale tra i Comuni di Monreale e San Giuseppe Jato.

Sono monrealesi, sì, ma solo sulla carta visto che pagano le tasse al Comune normanno ma non ne godono beni e servizi, essendo geograficamente più vicini a San Giuseppe. Mettendo sul piatto questa e un’altra serie di motivazioni, dal 2017 hanno avvito l’iter per passare sotto l’egida del Comune di San Giuseppe Jato. Una strada in salita che ora vede giungere un’altra battuta d’arresto.

Dopo il parere negativo giunto dal consiglio comunale di Monreale – era l’ultima seduta della sindacatura di Piero Capizzi – l’Assessorato ha studiato le carte e il mese scorso ha avviato le procedure per l’avvio del referendum al quale però dovrebbero partecipare non solo i cittadini coinvolti dal piano di trasferimento dei confini ma anche tutta la popolazione monrealese. E questo è il primo fulmine a ciel sereno arrivato per il Comitato promotore.

Un’altra battuta d’arresto però giunge oggi perchè il comune di Monreale, come si legge in una delibera di giunta, adirà il Tribunale amministrativo Regionale per contestare la delibera dell’Assessorato. Obiettivo è non tanto rallentare l’iter di riordino dei confini ma fermare l’iter che sarebbe stato “viziato” da una serie di violazioni della norma regionale. Insomma difficilmente Monreale si farà strappare quello che è circa il 4% del proprio territorio e che ricade in alcune contrade storiche dei feudi monrealesi. Intanto si procederà con la nomina di un legale di fiducia.

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