Cronaca

“Erano loro a chiedermi di scop…”, la difesa di Francesco Pampa

Il monrealese Francesco Pampa ha ammesso di aver intrattenuto rapporti sessuali con alcune ragazze della sua agenzia di moda. Secondo quanto ha riferito in aula, però la “vittima” sarebbe stato lui. È questa la tesi sposata dal monrealese nel processo che si svolge a Trapani. Pampa, titolare della Vanity Model Mangement, è finito in carcere assieme a Massimiliano Vicari. Per i due gravi accuse a vario titolo di aver indotto alla prostituzione e di aver abusato di alcune aspiranti modelle anche minorenni.

“Erano loro a chiedermi di scop…”

Pampa, assistito dall’avvocato Renzo Sanseverino, avrebbe fatto sesso con alcune aspiranti miss “perché erano loro a chiedermi di scop…”. Queste le parole dell’imputato in aula ieri mattina mentre riportava la propria versione dei fatti al giudice per l’udienza preliminare, come riporta Palermo Today.

Durante l’udienza il Giudice ha dovuto richiamare più volte Pampa,  invitandolo a non offendere le persone offese e a usare un linguaggio più consono. Pampa avrebbe anche dipinto le presunte vittime, come delle ragazze dai “facili” usando un linguaggio  ripreso più volte dal magistrato. “Bastava farle bere e aprivano le cosce”, ha detto, aggiungendo che “non c’è un punto della mia agenzia in cui non ho fatto sesso”.

Pesanti accuse in 300 pagine di ordinanza

Sono agghiaccianti i racconti contenuti nelle oltre 300 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal Gip del tribunale di Palermo, che ha portato all’arresto dell’ex dj monrealese Francesco Pampa  e dell’ex collega Massimiliano Vicari, esperto web e pubblicità. I due, secondo quanto ricostruito dall’accusa, avrebbero costruito un sistema con il quale giovani aspiranti, anche minorenni, miss sarebbero state avviate alla prostituzione tra promesse di lavoro e soldi.

“Io non devo pagare per fare sesso”

Le giovani hanno raccontato di aver subito una sorta di “lavaggio del cervello” e “fortissime pressioni” da parte di Pampa e Vicari perché facessero sesso a pagamento. Secondo Pampa, invece, sarebbero state le giovani a spingerlo a fare sesso. “Io non devo pagare per fare sesso”, avrebbe precisato l’imputato davanti al giudice, sarebbero state le aspiranti modelle a “buttarsi addosso”, a “chiedere di fare sesso”. Il processo vede cinque ragazze che si sono costituite parte civile. Oltre a Pampa, nella giornata d’ieri, è stato sentito anche il monrealese Filippo Giardi, che era stato messo ai domiciliari e poi rimesso in libertà.

Redazione

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