Presunti ammanchi nelle casse del SS Crocifisso, conferma dopo l’esposto, “Somme restituite”

La restituzione delle somme, come appurato dal commissario, si è conclusa il 25 ottobre 2021

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MONREALE –  I prelievi dalle casse della Confraternita del SS Crocifisso ci sono stati. È quanto ha appurato don Fernando Toia, commissario nominato dall’arcivescovo di Monreale Michele Pennisi, per fare luce su presunti prelievi non autorizzati dal conto della congregazione. Dopo giorni di verifiche amministrative e documentali, il commissario è giunta a una conclusione.

“Effettuati dei prelievi a partire dal novembre 2011”

La conferma avviene tramite una lettera che il sacerdote ha inviato ai membri della Confraternita monrealese alla fine dell’atto ispettivo chiesto dal vescovo monrealese. “È vero che dal conto della Confraternita sono stati effettuati dei prelievi a partire dal novembre 2011”, scrive don Toia nella sua missiva confermando quanto era stato riportato da MonrealeLive nei giorni scorsi. La persona che ha prelevato le somme però avrebbe iniziato a restituirle. “È altrettanto vero – aggiunge infatti il sacerdote – che a partire da gennaio 2020 fino ad arrivare all’ottobre 2021 (15/10/2021 data ultimo bonifico) l’intera somma prelevata è stata restituita”.

L’esposto al vescovo di alcuni confrati

La restituzione delle somme, come appurato dal commissario, si dunque è conclusa dopo che il 13 ottobre 2021 alcuni confrati hanno presentato un esposto al vescovo monrealese, tramite il legale Francesco Troia, con il quale “si chiedevano chiarimenti in merito alla gestione economica/amministrativa della Confraternita”. Quello che traspare dalle carte è che “Attualmente sul rapporto bancario […] risulta un saldo attivo di € 11.439,71, corrispondente a quanto riportato nel registro – aggiunge Toia nella sua lettera -. C’e allineamento tra il saldo riportato nel registro contabilità e il saldo del conto bancario”.

“Ora serve rinnovamento”

Ma don Fernando Toia non si limita ad affrontare la questione dal punto di vista amministrativo. Il sacerdote lancia anche un messaggio all’intera Confraternita del SS Crocifisso nel segno del rinnovamento e della fede. “Le dinamiche che hanno generato questa vicenda sono certamente discutibili e saranno oggetto di ulteriore riflessione, approfondimento e discernimento; di certo, hanno provocato all’interno della Confraternita profonde ferite con diverse e forti separazioni e rotture interne. Pertanto penso sia giunto il momento di fare un passo avanti, e d’impostare un cammino associativo più incisivo e credibile al dettato evangelico, rimuovendo residue incrostazioni mentali che bloccano le aspirazioni di cambiamento. Questo processo di rifondazione qualitativa porterà, all’intera Confraternita, un rinnovamento morale che mi risulta urgente e necessario. La formula “più che sulla spalla nel cuore” non rimanga uno slogan vuoto, ma sia da sprone per un servizio capace di testimoniare Gesù Cristo Crocifisso.

“Appurato quanto segnalato al vescovo”

Sentito da MonrealeLive, il legale Francesco Troia esprime soddisfazione per il risultato ottenuto. “Come è stato segnalato nell’esposto – dice il legale monrealese – è stato appurato che effettivamente gli ammanchi ci sono stati e che solo a seguito dell’azione coraggiosa di alcuni confrati, i soldi sono stati restituiti. Rivolgo il mio più sentito ringraziamento al vescovo Mons. Michele Pennisi per i provvedimenti adottati e al commissario, don Ferdinando Toia”.

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