Capizzi: “Nessun ammanco al SS Crocifisso”, Toia: “Prelievi dal 2011 restituiti dal 2020”

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“Non si parla di ammanchi nelle casse della Confraternita dove non vi è adesso un disallineamento tra libri contabili e la cassa della congregazione”. A dirlo a MonrealeLive è Piero Capizzi in qualità di legale dell’ormai ex presidente della Confraternita del SS Crocifisso di Monreale. Il caso è quello dei presunti ammanchi denunciati da un gruppo di confrati, tramite un esposto inviato al vescovo di Monreale, Michele Pennisi che, per fare luce, ha commissariato la stessa congregazione.

Secondo quanto sostiene il legale dell’ex presidente dimissionario, lo stesso, in qualità di presidente, avrebbe avuto la facoltà di prelevare soldi per effettuare pagamenti che sarebbero stati registrati nei libri contabili. Queste somme poi sarebbero state restituite secondo quanto ha affermato Toia nella sua lettera ai confrati prima e a MonrealeLive poi. “L’ammanco – sostiene intanto Capizzi – ci sarebbe se vi fosse un disallineamento”. “L’ultimo versamento sul conto della confraternita è avvenuto al momento delle dimissioni, quando Mirto, non essendone più il presidente, ha consegnato la cassa al commissario subentrante”. Secondo la difesa di Mirto, quindi, non vi sarebbe un ammanco.  “Da quello che abbiamo accertato – ribadisce Capizzi – non risultano ammanchi perché all’atto delle sue dimissioni non vi è un disallineamento tra i dati contabili e la cassa”.

Sulla questione abbiamo nuovamente intervistato don Ferdinando Toia. “Parliamo di prelievi che sono stati eseguiti dal 2011. L’intera somma è stata restituita e adesso quanto compare nel registro, compare nel libretto bancario. Dal punto di vista amministrativo la questione si chiude qui”. Ma tiene a precisare altro il commissario nominato da Pennisi. “Sulla dinamica si può discutere e approfondire. Vi è tutto un altro aspetto da attenzionare. Ora dobbiamo risanare una serie di ferite che ci sono e che provocano disagio. Sarà monsignor Pennisi adesso prendere ulteriori decisioni”.  Intanto il periodo di commissariamento durerà ancora per molto. “Dovrà essere adeguato lo statuto e dovranno chiarirsi situazioni che intanto stanno venendo fuori”.

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