
A Monreale si prega per il popolo ucraino e contro ogni forma di guerra e violenza. Commosso momento di raccoglimento ieri sera all’interno della Basilica cattedrale di Monreale, a cui hanno l’arcivescovo Pennisi, partecipato numerosi sacerdoti della Diocesi ma anche diverse cariche istituzionali e numerosi cittadini.

“C’è un grande dolore in noi. Prima di tutto per chi soffre, fugge, è caduto, per le giovani vite messe a rischio. Per le nostre sorelle, i nostri fratelli, in Ucraina. La guerra è fratricidio. Per i cristiani, per i governi, per quello russo, quello ucraino, è l’ora del lutto: diversi motivi, responsabilità, ma un unico lutto”. Queste le parole di Pennisi nel corso dell momento di preghiera.

Tante le candele accese in piazza Guglielmo II, simbolo di speranza e nuova luce nelle menti di chi decide sulle sorti dei popoli. “Non possiamo rassegnarci alla guerra – ha aggiunto Pennisi -. Il nostro rifiuto della guerra si fa preghiera a colui che è il Signore della storia, perché questa guerra abbia termine. La guerra non è solo immorale, ma diabolica.
La preghiera diceva Giorgio la Pira è la più grande arma cristiana: “Più potente di una bomba atomica perché arriva dritta al cuore di Dio”.
“E se pregare è interrogarsi sul senso del mondo, la speranza è che questa preghiera interroghi profondamente le coscienze di quei reggitori del mondo sul significato ultimo dell’esistenza umana. Questa sera vogliamo impegnarci a essere accoglienti pregare perchè: tacciano le armi, cessi la spirale di violenza per lasciare la parola ai negoziati di pace”.


