In pastella o bolliti sono uno spettacolo, i “Carduna Vruricati” riconosciuti da Slow Food

I cardi di Pioppo di Monreale sono chiamati anche carduni vruricati, cioè cardi interrati, perché la pianta è posta sottoterra, al buio, per quindici giorni prima del raccolto

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I Carduna Vruricati sono stati riconosciuti dalla Fondazione Slow Food per la biodiversità dopo l’incontro del dicembre scorso che la Pro Loco di Monreale aveva organizzato per valorizzarlo e promuoverlo come prodotto agroalimentare tradizionale della valle dell’Oreto.

Amelia Crisantino, presidente della Pro loco Monreale e gli associati, hanno realizzato una rete di supporto per conseguire questo prestigioso riconoscimento, cooperando con la comunità Slow Food delle Botteghe di Quartiere di cui portavoce Teresa Armetta, il Comune di Monreale e il Comitato Pioppo Comune.

I cardi di Pioppo di Monreale sono chiamati anche carduni vruricati, cioè cardi interrati, perché la pianta è posta sottoterra, al buio, per quindici giorni prima del raccolto in modo che acquisisca il caratteristico colore chiaro e il particolare sapore amarognolo. Si coltiva specialmente nella frazione di Pioppo del comune di Monreale ed è disponibile in quantità limitate, soltanto nel periodo invernale, dalla festa dell’Immacolata fino al periodo del carnevale.

Della pianta, che può raggiungere anche il metro e mezzo di altezza, non si mangia tutto ma si consumano solo le foglie interne, più tenere, chiamate coste, e i lembi, i gambi esterni, di solito dopo aver eliminato le piccole spine di colore chiaro e i filamenti.

Il caratteristico sapore intenso e persistente, amarognolo tendente al dolce, ma delicato, è dovuto alla pratica dell’imbiancamento. Le modalità utilizzate per l’imbiancamento sono varie, consistono principalmente nel legare la pianta in due o tre punti, prima d’interrarla nascondendola alla luce e proteggendola così dal freddo. Il sistema usato dai coltivatori locali consiste nell’avvolgere il cardo con cartoni, carta spessa o paglia prima di trasferirlo in buche profonde circa 50-70 cm.

Il cardo di Pioppo di Monreale si consuma bollito, crudo e condito con olio e limone, fritto in pastella oppure “a sfincione”, ovvero come condimento sullo “sfincione”, il tradizionale cibo di strada siciliano simile a una focaccia morbida.

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