Monrealexit, il comune soccombe al Tar, voterà solo chi vive nel territorio da passare a San Giuseppe Jato

Secondo i giudici amministrativi i votanti del referendum per il riordino dei confini devono essere unicamente i cittadini residenti nei territori oggetto di variazione

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Esce sconfitto il Comune di Monreale nella contesa giuridico-amministrativa che riguarda il progetto di riordino territoriale tra i comuni di Monreale e San Giuseppe Jato. Ora il Tar ha emesso una importante sentenza nella querelle che abbiamo definito Monrealexit.

Una cattiva notizia per monreale dopo che nel dicembre scorso Il Tar aveva accolto la domanda cautelare del ricorso predisposto e depositato nel mese di novembre nell’interesse del Comune di Monreale, per l’annullamento del decreto assessoriale con il quale l’Assessorato delle Autonomie locali aveva autorizzato il referendum per lo scorporo di una porzione di territorio del Comune di Monreale e la sua aggregazione al Comune di San Giuseppe Jato. Il ricorso era stato curato dall’avvocato Alessia Meli, esperto del sindaco.

Ora, secondo i giudici amministrativi, i votanti del referendum per il riordino dei confini devono essere unicamente i cittadini residenti nei territori oggetto di variazione. Secondo il comune normanno, invece, a votare dovevano essere tutti i cittadini residenti a Monreale. Ora arriva la sentenza con la quale il TAR Sicilia – Presidente dott. Salvatore Veneziano e relatore dott. Luca Girardi -, ha accolto il ricorso promosso dal Comitato per il riordino dei confini territoriali tra San Giuseppe Jato e Monreale.

Nell’agosto 2021 l’Assessorato Regionale delle Autonomie Locali e della Funzione Pubblica aveva emanato un decreto, con il quale disciplinava la consultazione referendaria prevista dalla normativa regionale nel caso di variazione territoriale. In particolare, lo scorporo di porzioni di territorio dal Comune di Monreale a seguente accorpamento al Comune di San Giuseppe Jato.

Nel fare ciò, tuttavia, l’Assessorato aveva previsto che i votanti dovessero essere tutti i cittadini dei due comuni e non solo coloro che risiedevano nei territori oggetto di variazione. Il Comitato ha quindi promosso, con l’assistenza degli avvocati Francesco Miceli e Luciano Romeo, un ricorso dinanzi il TAR per contestare questa scelta. Analogo ricorso era stato promosso anche dallo stesso Comune di Monreale, il quale riteneva illegittima l’intera procedura di consultazione.

La sentenza ha accolto le censure del solo Comitato, evidenziando come “il provvedimento impugnato risulta carente di adeguata motivazione circa l’interesse qualificato di tutto il corpo elettorale a partecipare alla consultazione referendaria”. Quanto al ricorso promosso dal Comune di Monreale, il TAR ha ritenuto in parte infondate le censure e in parte assorbite dall’accoglimento del ricorso del Comitato. Adesso l’Assessorato dovrà adeguarsi alla sentenza, emanando un nuovo provvedimento che tenga conto dei vizi evidenziati dal TAR.

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