Biagio Cigno

Esiste ancora la politica? Se lo chiede Biagio Cigno in seguito alla notizia data in anteprima da MonrealeLive nei giorni scorsi della ricandidatura a sindaco di Monreale di Alberto Arcidiacono. La critica del noto esponente della sinistra monrealese però non è rivolta alla scelta del primo cittadino ma ai partiti e ai movimenti della sinistra monrealese che lo sostengono.

“C’erano una volta i Partiti Politici – dice Cigno in una nota – governati da uno statuto e regolamento, fondati su valori ed ideali propri. Nell’ultimo ventennio abbiamo visto il liquefarsi di questi soggetti e l’affermarsi di movimenti non riconducibili a regole interne, tranne il PD, ma all’affermarsi di personalismi per cui i partiti si raffigurano con i loro leader promotori: Meloni, Salvini, Berlusconi ed altri. Contano non le regole ma l’appartenenza”.

“Il leggere sulla stampa locale, a tre anni dalla sua elezione, che il Sindaco Albero Arcidiacono, intende ricandidarsi tra due anni alle prossime consultazioni, mi sembra, da questi, legittimo e quantomeno doveroso.
Mi sorprende invece l’accondiscimento immediato da parte del Movimento Il Mosaico e della lista Monreale Bene Comune con la voce rispettivamente di Roberto Gambino e dell’ex deputato nazionale Tonino Russo una piaggeria superflua”.

“Il fatto che abbiano sentito il dovere di ribadirlo, mi sembra ovvio e scontato in quanto loro rappresentanti sono in Giunta. L’alternativa sarebbe stata il dimettere gli stessi da essa. Avendo espresso la loro opinione a nome dei movimenti che rappresentano una riflessione mi sorge in mente:
Hanno prima convocato i loro organi statuari? Le loro dichiarazioni di fede sono supportate anche dagli iscritti”

“Altra riflessione mi si impone: non sarebbe stato opportuno, prima di esprimere il proprio compiacimento, aspettare la fine ella legislatura e fatto un bilancio di essa tirarne le conclusioni?”.

“Non me ne voglia il Sindaco Albero Arcidiacono. Non voglio essere frainteso. Ritengo che fino ad oggi ha svolto al meglio il proprio lavoro, come pure vi sono ancora problematiche non risolte e su cui non si interviene sufficientemente. Il mio giudizio sul suo operato avverrà alla fine della legislatura. Sarebbe facile anche per me, saltare sul carro del vincitore per dimostrare ed evidenziare un’appartenenza che non c’è”.

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