MONREALE – Noi disabili con il Reddito di cittadinanza. Parla Piero Faraci, monrealese, che grazie al Reddito di cittadinanza ha trovato il proprio riscatto sociale. Un supporto che lo ha portato ad essere un attivissimo volontario, e che ha saputo coinvolgere, a sua volta, tanti altri percettori del beneficio per intraprendere attività benefiche per la collettività. Quel supporto però adesso rischia di venire meno.

Di recente Piero è stato anche al centro di alcuni articoli di testate nazionali. Ultimo il Corriere. “In questi ultimi articoli ho voluto sottolineare il mio stato di disabilità non perché, come molti sostengono, sono in cerca di visibilità ma perché, voglio fa capire come, circondandomi in questo periodo di persone con esperienze vissute simili alla mia, ho potuto mettere in risalto quello che posso fare per il bene comune nonostante la mia patologia”.

Piero negli anni scorsi ha combattuto contro un brutto male, adesso sta bene anche se provato fisicamente dall’operazione subita.
“Alcuni lettori dopo la mia intervista (quella rilasciata al Corriere del Mezzogiorno ndr) oltre a complimentarsi, si sono potuti ravvedere sul fatto che non erano da soli a portare questa croce, anzi, hanno sentito la necessità di volersi inserire nel mondo del volontariato”. “Non bisogna aver vergogna, dice, noi ci presentiamo con i nostri reali problemi e insieme possiamo creare una sorta di muro dove all’interno siamo noi a proteggerci”.

“Si parla tanto del Reddito di cittadinanza. Noi percettori, noi di questa categoria di percettori non ci sentiamo né usurpatori e nemmeno scansafatiche. Siamo diversamente abili ma grazie all’opportunità del reddito abbiamo potute rendere il Paese migliore, abbiamo pulito la città, abbiamo messo tanti animali in sicurezza, abbiamo dato a tanti anziani il nostro calore, anziani che hanno avuto il nostro supporto fisico e morale, abbiamo raccolto porta a porta indumenti per i nostri fratelli più bisognosi”.

“Non dormiamo sogni tranquilli per il provvedimento annunciato dal governo. Anche noi disabili abbiamo paura di perdere un provvedimento che ci ha permesso di poter valutare un nostro grado di forza per poter svolgere delle attività. Questo, oltre essere uno sfogo, è anche un appello per invitare chiunque avesse possibilità e cuore di assumere persone diversamente abili come noi”.

“Chiunque necessita di vivere delle esperienze come le nostre, chi chiama gli animali, chi ama la natura e vuole vivere in un luogo accogliente, chi ha il pollice verde e vuole curare le piante, chi negli anni ha studiato e vuole trasmettere la propria sapienza a bambini con difficoltà di apprendimento, insieme possiamo creare spazi, progetti in cui nessuno verrà escluso. Se qualcuno desidera come noi un mondo diverso, dove tentare di stare bene allora non esitate ad unirvi, formiamo una catena tenendoci per mano”.

Perché un quarantenne abile al lavoro deve manifestare in piazza avendo le capacità lavorative, mentre come da riportato dalla cronaca dei giorni scorsi, un ultra sessantenne è deceduto a causa di un volo accidentale di un’altezza smisurata, lasciando la moglie e figli senza alcun sostegno? Non è umano vedere anziano fare i conte oltre alle patologie, anche con i pochi spiccioli rimanenti a fine mese, rinunciando anche alle cose esistenziale, e stiamo parlando di quegli anziani che hanno patito la fame , sopportare la guerra e superato malattia, gli stessi anziani che ci hanno portato avanti fino ad oggi e per molti diventati invisibili, e si ritrovano dopo tantissimi anni di lavoro con una pensione pari alla metà di cifre di certi percettori, io dico basta a questa ingiustizia, quello che più chiediamo che il nuovo governo disponga di misure è posti lavorativi per ogni categoria e per ogni era ridonandoci la dignità. Adesso mi sento in obbligo, di ridere alla mia Italia ciò che in questi anni con sussidio ci ha voluto donare.

Seguici su Facebook
Articolo precedenteA Monreale una targa in onore di Franco Franchi e Ciccio Ingrassia
Articolo successivoA Monreale la collettiva curata da Ilaria Cascino, “Codici, pagine di Artista”, un inedito approccio al libro

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui