Arte e cultura

Grandi riconoscimenti per Angelo Faraci, il monrealese conquista il Ciak Film Festival

Grande successo e nuovi traguardi per il talentuoso regista Angelo Faraci. Dopo essersi aggiudicato il secondo posto al Festival Tulipani di seta nera, il regista monrealese trionfa al Ciak Film Festival di Fiuggi, uno dei più prestigiosi festival cinematografici italiani, conquistando il premio come miglior regista.

Un successo strepitoso e meritatissimo per Faraci, messinese d’adozione, che con tenacia e sacrificio è riuscito a realizzare il suo sogno nel cassetto, diventando un affermato regista. “Dieci anni di duro lavoro senza essere figlio d’arte. Oggi ho finalmente toccato il cielo con un dito e raggiunto il massimo successo nel cinema italiano!”, dichiara visibilmente emozionato Faraci.

Il trionfo è arrivato grazie al cortometraggio “Pietrazita”, girato nella suggestiva Sant’Angelo di Brolo e dedicato alle tradizioni siciliane. Il corto, disponibile su Rai Play, celebra le bellezze della Sicilia degli anni ’60 e ’70, esaltando usi, costumi e paesaggi ormai perduti. Oltre a firmare la regia, Faraci è anche protagonista e produttore del cortometraggio. Una splendida vittoria per Faraci e per la sua Accademia di Cinema in Sicilia, anch’essa premiata al festival. Riconoscimenti anche per Ancora Cinematografica e il Club Buzzanca, fondati dallo stesso Faraci, ormai considerate tra le migliori agenzie di cinema italiane.

“Pietrazita” girato a Sant’Angelo di Brolo nell’autunno del 2022 vanta la sceneggiatura di Rosaria Lo Porto, mentre autore è lo stesso Faraci, che ha anche interpretato il ruolo di attore protagonista insieme alla barcellonese Beatrice Ingegneri. Faraci è stato anche Produttore Esecutivo, insieme a Stefano La Rosa e Salvatore Segreto. Un film che sullo sfondo di una Sicilia vintage e retrò, intreccia leggenda e il tema attualissimo del femminicidio, attorno alla località dove, secondo il racconto popolare , una giovane venne rapita mentre stava andando a sposarsi e insidiata dai briganti. Resistette alle minacce del capo dei banditi, ma fu uccisa nei pressi delle caverne, ai piedi di un grande masso, che da quel momento fu chiamato “Pietrazita” dove fu condannata dal brigante a proteggere col proprio sangue un tesoro nascosto. Un corto che ha portato sul grande schermo e nelle case degli italiani, grazia alla presenza sulla piattaforma di Rai Cinema Channel, la cultura e gli scenari più suggestivi dei Nebrodi.

Redazione

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