Cronaca

Fermato con amici che avevano droga, monrealese prosciolto da detenzione e favreggiamento

Monreale – Un giovane è stato denunciato dai Carabinieri della Compagnia di Monreale per detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti e favoreggiamento, ma il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Palermo ha accolto le richieste difensive e ha disposto l’archiviazione del procedimento penale.

I fatti risalgono al 7 aprile 2023, quando i Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Monreale hanno perquisito tre giovani e hanno trovato diverse bustine contenenti cannabis, erba tritata, buste di cellophane e un bilancino di precisione. A carico di D.F., di 20 anni, non sono state trovate né sostanze stupefacenti né oggetti atti al confezionamento. Infatti, D.F., difeso dagli avvocati Giada e Salvino Caputo e Francesca Fucaloro, ha sempre dichiarato la propria estraneità all’indagine attivata dai Carabinieri di Monreale. Allo stesso tempo, a D.F. è stato contestato per il reato di favoreggiamento. Nel frattempo, la sostanza rinvenuta è stata inviata ai Ris per l’esame del principio attivo.

I difensori di D.F. hanno dimostrato che non c’era alcun collegamento tra il giovane, soggetto incensurato, e gli altri imputati, e infatti la perquisizione domiciliare non ha sortito alcun effetto poiché non sono state trovate sostanze stupefacenti o strumenti tipicamente utilizzati da spacciatori di droghe. Inoltre, D.F. non è mai stato segnalato in passato come soggetto assuntore di droghe né controllato insieme a soggetti dediti al consumo o alla vendita di droghe. A seguito di tutto ciò, i difensori del giovane hanno presentato alla Procura della Repubblica un’istanza di archiviazione del processo penale per totale mancanza di indizi.

La richiesta difensiva è stata condivisa dal Pubblico Ministero, titolare delle indagini, che ha presentato al Giudice per le Indagini Preliminari la richiesta di archiviazione. Il 26 giugno, il Giudice ha emesso il decreto di archiviazione a favore di D.F. “Finisce in maniera ottimale”, hanno evidenziato i legali “una vicenda che per due mesi ha tenuto in apprensione un giovane incensurato e l’intero nucleo familiare, che pur confidando nell’estraneità del giovane hanno vissuto momenti di apprensione”.

Redazione

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