Turismo

Dimentica le mete turistiche, la vera Sicilia è in questi luoghi segreti

In Sicilia ci sono posti famosissimi e frequentati da migliaia di turisti ogni giorno. Ci sono però veri e propri gioielli che fino ad oggi restano l’oggetto del desiderio di pochi, proprio perché non tanto rinomati per il turista di massa ma non per questo meno belli,anzi, si tratta di vere e proprie gemme. Il prestigioso Guardian le esalta in un articolo, in cui mette in luce quali sono le mete italiane più apprezzate da alcuni suoi lettori e le sorprese non mancano.

“Nel nord-est della Sicilia si trova il pittoresco borgo di montagna di Novara di Sicilia, ricco di storia. La sua posizione offre fantastiche viste panoramiche, i suoi abitanti sono straordinariamente cordiali, l’aria di montagna è fresca e i vicoli acciottolati raccontano di secoli di conquistatori passati”. Così il Guardia parla del comune siciliano arroccato in montagna. “I ristoranti locali servono cucina tradizionale come arancini, pasta alla Norma (con pomodoro e melanzane) e cannoli. Abbiamo particolarmente apprezzato il ristorante situato nelle rovine del castello normanno, con spettacolari viste sul mare. C’è un fornaio, un produttore di biscotti, una gastronomia, caffè, bar, un ufficio postale, un teatro, un festival quasi ogni fine settimana durante l’estate e – abbiamo scoperto – nessuna folla”.

Il quotidiano poi si concentra su un’altra meta di viaggio molto conosciuta ma offre una visione diversa da quale che siamo abituati a pubblicizzare.

“Salina è una delle isole Eolie vulcaniche – i suoi crateri non sono più attivi, ma offre splendide viste di Stromboli, che erutta costantemente. Qualche anno fa, alcuni imprenditori hanno tentato di acquistare un versante di una montagna appena fuori dal villaggio di Leni, ma un gruppo di isolani ha messo insieme i propri risparmi e ha convinto il proprietario terriero a lasciar loro comprare quel terreno – ora lì non c’è altro che un rifugio e pochi ulivi. Organizzano passeggiate guidate (su sentieri che mantengono da soli) per guardare il tramonto sulle vicine isole di Filicudi e Alicudi, seguite da un barbecue, vino e canti al rifugio. Poi distribuiscono torce elettriche e guidano tutti di nuovo al villaggio. È tutto assolutamente autentico – gli isolani si divertono quanto gli ospiti – e rimane il mio miglior ricordo dell’isola”.
Cosa rende speciale tutto ciò? “Nessun sito web: chiedere delle passeggiate al fornaio di Leni o al bar sulla spiaggia giù al porto, Rinella”.

Gaetano Ferraro

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