
“Ho incontrato alla Camera dei deputati i familiari di Andrea Miceli, Massimo Pirozzo e Salvo Turdo, – scrive sui social il deputato azzurro – i tre giovani assassinati a Monreale il 27 aprile scorso. Ho avuto modo di ascoltare e confrontarmi con Marco e Claudia Pirozzo, fratello e sorella di Massimo, con Debora Venturella, mamma di Salvo, e con Ignazio, Giacomo e Giuseppe Miceli, padre e fratelli di Andrea. Il loro gesto di venire nel tempio della democrazia per discutere con me è un segnale di profondo rispetto per le Istituzioni che pretende altrettanto rispetto. Nelle loro parole, pronunciate con esemplare dignità e giustificata rabbia, ho registrato e condiviso lo strazio e l’incredulità di una strage assurda e ingiustificabile, la pena e il dolore per la perdita devastante dei loro cari.”
“Insieme abbiamo convenuto sulla necessità che la giustizia sia severa e implacabile nei confronti di tutti i responsabili. Allo stesso tempo tutti i familiari reclamano sicurezza, chiedono risposte forti e soprattutto concrete sul fronte della prevenzione, della repressione e delle leggi per impedire che nuove famiglie conoscano il dolore che li ha travolti. Ho innanzitutto assicurato il mio impegno affinché lo Stato si faccia carico di prendere per mano e assistere, attraverso un impegno reale, le famiglie di chi ha subito questa tragedia. Ho registrato e letto con profonda indignazione come, ancora oggi, i familiari di Andrea, Massimo e Salvo siano incredibilmente destinatari di messaggi di inaudita violenza e minaccia sui social – coperti dalla viltà dell’anonimato dei mittenti – che trasudano odio. Tutto ciò è inaccettabile, al pari di quel clima che purtroppo alberga ancora nel quartiere Zen di Palermo, da dove provengono i responsabili assicurati finora alla giustizia.”
“Sono certo che le forze dell’ordine – conclude Mulè – continueranno in un’azione esemplare che pretende di essere incessante e continua nel contrasto a questa subcultura criminale e allo stesso tempo di prevenzione affinché i cittadini di Monreale possano liberarsi da quella cappa di paura che li accompagna dal giorno della tragedia. Il diritto a vivere tranquilli, la certezza che lo Stato è capace di imporre sicurezza, eliminando qualsiasi sopruso o peggio di irricevibile impunità, sono ulteriori impegni che sento di condividere con i familiari di questa insensata tragedia. Proprio per dare il senso di un’azione non episodica torneremo a incontrarci con i familiari di Andrea, Massimo e Salvo di qui a poche settimane.”
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