
MONREALE – Una crisi che si ripresenta con la puntualità di un orologio rotto, lasciando a secco i campi e le speranze di un intero settore. A Monreale, l’estate è alle porte ma per gli agricoltori l’acqua necessaria a irrigare le coltivazioni resta un miraggio. A lanciare l’allarme, facendosi portavoce di un malcontento diffuso, è stato il Consorzio “Vignazza e Aquino” tramite il suo presidente, Renzo Sanseverino. Un grido di aiuto raccolto e amplificato dal Partito Democratico locale, che punta il dito contro i ritardi cronici e quella che definisce una “gestione fallimentare” del servizio idrico da parte di AMAP.
Siamo ormai a metà giugno, un momento cruciale per l’agricoltura, e l’assenza di acqua minaccia di dare il colpo di grazia a molte aziende agricole del territorio. Il ritardo nell’avvio della stagione irrigua non è un imprevisto, ma una drammatica consuetudine che accelera l’abbandono delle campagne e mette a repentaglio la sopravvivenza stessa di colture simbolo. Tra queste spicca la susina “Sanacore”, un’eccellenza che affonda le sue radici nella storia della Conca d’Oro e che oggi rischia di scomparire nell’indifferenza delle istituzioni. La posta in gioco non è solo economica, ma riguarda l’identità culturale e agricola di un’intera comunità.
Al centro delle critiche vi è il passaggio della gestione del servizio idrico ad AMAP. Una transizione che, nelle premesse, avrebbe dovuto portare efficienza e modernizzazione, ma che nei fatti, secondo la denuncia del PD, si è tradotta in un cumulo di inefficienze e disservizi. I consiglieri Dem elencano una serie di criticità operative che pesano direttamente sui cittadini.
Chi si reca presso gli uffici comunali per pratiche ordinarie come le volture dei contratti o per altre necessità legate al servizio idrico, si scontra con un muro di gomma. Le risposte latitano e gli utenti vengono sistematicamente dirottati verso la sede centrale di AMAP a Palermo, con un conseguente aggravio di costi e disagi, soprattutto per la popolazione più anziana.
A questo si aggiunge un velo di incertezza sul futuro dei lavoratori coinvolti nel cambio di gestione. Non è ancora stato chiarito se il personale sia stato completamente assorbito dalla nuova società, lasciando le famiglie in un limbo preoccupante. Infine, il silenzio assordante sulla bollettazione per il 2025 e su eventuali, temuti, aumenti tariffari alimenta un clima di sfiducia e malcontento generale.
Di fronte a questo scenario, il Partito Democratico chiama in causa direttamente l’amministrazione comunale, guidata dal Sindaco, chiedendo un’assunzione di responsabilità e risposte concrete. Le domande messe nero su bianco sono precise e puntuali:
La presa di posizione del PD si spinge oltre la semplice denuncia, arrivando a mettere in discussione la scelta strategica di affidare il servizio ad AMAP. “Se un passaggio che doveva essere a vantaggio della collettività si sta trasformando in un danno, allora tornare indietro è un atto di responsabilità e intelligenza politica”, si legge nella nota. Una proposta forte, che suona come un ultimatum politico.
Il documento si chiude con un dubbio sollevato dal PD, che riflette i dubbi serpeggianti tra i cittadini: dietro questa operazione potrebbero celarsi interessi non ancora resi pubblici. Una domanda a cui, secondo i consiglieri, solo il tempo potrà dare una risposta definitiva. Ma il tempo per l’agricoltura, per le imprese e per le famiglie di Monreale sembra essere già scaduto.
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