
Monreale – L’assessore Oddo risponde al Consigliere Sandro Russo: “Parliamo chiaro. L’acqua è un diritto, ma oggi le bollette sembrano una punizione”.

“Anch’io, come tanti cittadini di Monreale, ho ricevuto bollette che mi hanno fatto saltare sulla sedia. Anch’io, come molti, ho avuto disagi legati alla mancata erogazione. Non vivo su Marte. Vivo qui, mi confronto ogni giorno con le stesse difficoltà. Quindi capisco benissimo la rabbia e la frustrazione. Non sto parlando da assessore, ma da cittadino prima di tutto”.
“Proprio per questo non accetto che qualcuno oggi venga a raccontare mezze verità, facendo finta di non sapere come siamo arrivati a questo punto. Il consigliere Russo, che oggi raccoglie firme e grida allo scandalo, era assessore e consigliere quando si sono stabiliti i tempi per il passaggio ad ATI e quindi ad AMAP. Ha condiviso questa scelta. Una scelta obbligata, perché una norma nazionale (già ampiamente comunicata in articoli precedenti) dice chiaramente che i comuni come il nostro, senza i requisiti tecnici e finanziari, non possono più gestire il servizio idrico in proprio. E sapete perché? Perché per anni non si è investito un euro su reti idriche, fognature, contatori. Non si può improvvisare un servizio così delicato. E oggi paghiamo il prezzo di quelle scelte mancate”.
“Questo non significa che va tutto bene, anzi. AMAP deve fare di più. Abbiamo chiesto con forza l’apertura di uno sportello fisico a Monreale, perché non è accettabile che i cittadini siano lasciati soli, senza un punto di riferimento. Stiamo sollecitando anche la convocazione del tavolo tecnico, che non è stato affatto dimenticato, ma che dev’essere utile, concreto, e soprattutto risolutivo”.
“Sono qui, come tutti, a subire le conseguenze di un sistema che va corretto. E assicuro: sto lavorando insieme al Sindaco ogni giorno per risolvere i problemi, non per cavalcarlo. C’è chi preferisce la demagogia, i post su Facebook e le firme facili. Penso che oggi più che mai contano i fatti. E i fatti sono che questo Comune non può tornare indietro nella gestione dell’acqua, ma può – e deve – pretendere che il servizio sia giusto, equo, trasparente e vicino alla gente. Questo è l’impegno di questa Amministrazione”.
“E aggiungo un appello chiaro: evidenziamo tutte le criticità per fare in modo che un servizio, oggi poco efficiente, possa trasformarsi in qualcosa di soddisfacente in termini di efficienza e quindi di economici. Se ci fosse stata una soluzione, qualche comune con caratteristiche tecniche maggiori del nostro non avrebbe perso in tribunale. Unire le forze, oggi, non è un’opzione ma un dovere. Su un tema così delicato, che tocca la vita quotidiana di ogni cittadino, non può esserci spazio per divisioni di bandiera. Serve responsabilità, coraggio e lavoro comune. E sicuramente non dovrebbero mancare i ringraziamenti che mi sento di fare a tutti i professionisti comunali impegnati nel servizio idrico, che giornalmente trovano le soluzioni per garantire una regolare erogazione con tutte le difficoltà esistenti, e alle associazioni di protezione civile Overland ed Evergreen per il supporto dato nei momenti più critici”.


