Il Consigliere attacca: "Votammo l'adesione all'ATI per migliorare il servizio, non per bollette esorbitanti e disagi. Il recesso è possibile e va valutato"

Monreale – Arriva la replica del Consigliere Sandro Russo alle dichiarazioni dell’Assessore Oddo, in merito alla questione Amap:
Leggo con attenzione e rispetto le parole dell’Assessore Oddo, che condivido in parte laddove riconosce i disagi che i cittadini di Monreale stanno vivendo a causa dell’attuale gestione del servizio idrico. Tuttavia, non posso accettare che si tenti di riscrivere la storia attribuendomi responsabilità che non mi appartengono o, peggio ancora, insinuando che oggi io agisca in modo demagogico per raccogliere consenso.
È vero: ho votato la delibera per l’adesione all’ATI, così come altri colleghi, in un momento in cui sembrava che questa fosse la strada obbligata e necessaria, indicata dalla normativa nazionale. Ma è altrettanto vero che quella scelta fu compiuta sulla base di una premessa fondamentale: migliorare il servizio a favore dei cittadini.
La realtà, purtroppo, ci dice tutt’altro. Il servizio non solo non è migliorato, ma è peggiorato in termini di erogazione, trasparenza e assistenza agli utenti. E i cittadini, già colpiti da gravi disagi quotidiani, oggi si trovano a dover affrontare bollette esorbitanti, spesso ingiustificate, con pochissimi strumenti per far valere le proprie ragioni. Questa è la vera emergenza, che non si può mascherare dietro la retorica.
Inoltre, non è affatto vero che non si può tornare indietro, come affermato dall’Assessore. L’articolo 12 dello Statuto Sociale di AMAP, così come l’art. 2437 del Codice Civile, prevedono espressamente la possibilità di recesso da parte dei soci. Si tratta dunque di una facoltà giuridicamente legittima che può – e deve – essere valutata in presenza di un disservizio strutturale e continuo come quello che stiamo vivendo.
Ricordo inoltre che, se oggi molti comuni si trovano in difficoltà con la gestione idrica, ciò è anche frutto di anni di scelte sbagliate o mancate. Ma chi oggi amministra ha il dovere di intervenire con concretezza, chiarezza e rispetto nei confronti della popolazione, non solo con promesse o tavoli tecnici annunciati e non ancora risolutivi.
Il mio impegno, che rivendico con orgoglio, è sempre stato rivolto alla difesa dei cittadini, dei loro diritti e della loro dignità. E continuerò a farlo anche se questo significa sollevare critiche o chiedere maggiore responsabilità a chi oggi governa.
Se qualcuno considera “gridare allo scandalo” il semplice fatto di raccogliere segnalazioni, firme e lamentele da parte dei cittadini, allora forse ha perso il senso del proprio ruolo. Fare opposizione costruttiva, infatti, non significa fare demagogia, ma assumersi la responsabilità di rappresentare una comunità che oggi chiede risposte, non giustificazioni.
Ribadisco quindi che la nostra adesione all’ATI doveva rappresentare un punto di partenza per un servizio migliore, e non un alibi per peggiorare ulteriormente le condizioni esistenti. È ora che si passi dalle parole ai fatti, e che si dia seguito a un vero cambiamento nella gestione del servizio idrico, affinché sia giusto, sostenibile e accessibile per tutti.
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