
Un incontro tra generazioni, unite dalla passione per la Sicilia e l’eccellenza del Made in Italy. Da una parte, Valentina Intravaia, giovane neolaureata con 110 e lode in Linguistica, selezionata tra i mille migliori talenti d’Italia dalla Fondazione Italia USA. Dall’altra, Nicolò Giuliano, maestro ceramista di fama internazionale, custode di un’arte antica che da Monreale viaggia in ogni angolo del pianeta. In mezzo, una tesi di master che non è solo un saggio accademico, ma un ponte di emozioni e riconoscenza.

Dopo aver ricevuto un importante riconoscimento alla Camera dei Deputati, Valentina si è aggiudicata un master in “Leadership per le relazioni internazionali e il Made in Italy”. Per il suo project work, non ha avuto dubbi: ha scelto di dedicare la sua ricerca a un’icona dell’artigianato siciliano, il maestro Nicolò Giuliano e le sue celebri ceramiche di Monreale.
L’incontro tra Valentina e il maestro, avvenuto dopo la stesura della tesi, è stato un momento di pura emozione. Giuliano, visibilmente commosso, ha accolto l’elaborato complimentandosi e ha voluto condividerlo, riconoscendo nella giovane studiosa la stessa determinazione che ha segnato la sua vita. “L’uomo è libero, non deve porsi alcun limite,” ha confidato il maestro. “Tutto ciò che desidera risiede oltre quel limite, che di per sé non esiste; ce lo pone la nostra mente”.

Una storia di passione e sacrificio: l’arte di Nicolò Giuliano
La storia di Nicolò Giuliano è una favola moderna di talento e abnegazione. Inizia a soli cinque anni, nel 1956, tra le botteghe di Santo Stefano di Camastra, dove apprende i segreti dell’arte dal maestro Edoardo Fratantoni. Ma è a Monreale, nel 1970, che la sua avventura prende il volo. Folgorato dalla bellezza del Duomo, fonda la sua azienda e una scuola per ceramisti. Con il sostegno della moglie Pina, la fabbrica fiorisce, e il suo nome diventa sinonimo di eccellenza, prima a livello locale e poi nazionale.
Oggi, le ceramiche Giuliano sono un’istituzione. L’ingresso in azienda dei figli Alessandro, Daniele ed Elisabetta ha proiettato il marchio sui mercati internazionali, facendo conoscere la sua unicità in tutto il mondo. Tra le sue opere più prestigiose, lo stendardo per il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la nomina a Cavaliere al merito della Repubblica Italiana. Un percorso celebrato nel libro autobiografico “Il camioncino rosso”, che ripercorre una vita di sacrifici e successi.
Un “pezzo di Sicilia” nelle case di tutto il mondo
“Oggi la gente mi contatta da ogni parte del mondo con l’obiettivo di avere un ‘pezzo’ di Sicilia in casa sua. Ed è questa la mia massima soddisfazione,” ha rivelato il maestro a Valentina. Parole che riecheggiano in modo sorprendente quanto la stessa studiosa aveva scritto nella sua introduzione, ancor prima di incontrarlo: la ceramica come un “evergreen capace di […] proiettarsi in un’altra parte del mondo pur essendo in casa propria”.
Questa è la magia del Made in Sicily firmato Giuliano: un prodotto autentico, realizzato interamente a mano, dove la personalizzazione e l’ispirazione ispano-araba creano opere uniche. Non si tratta di semplici oggetti, ma di storie modellate nell’argilla, capaci di portare calore, colore e cultura.
L’eccellenza italiana che domina il mercato globale
L’arte di Giuliano è l’emblema di un settore, quello della ceramica italiana, che domina la scena globale. Nonostante la concorrenza di colossi come Cina e India, l’Italia si posiziona come leader indiscussa nell’export di piastrelle e ceramiche di alta gamma, con un valore che nel 2022 ha superato i 5 miliardi di euro.
Il segreto? La qualità premium. Il prezzo medio dei prodotti italiani è 2,2 volte superiore a quello dei principali competitor. Gli Stati Uniti rappresentano uno dei principali mercati di destinazione, con importazioni che nel 2020 hanno raggiunto quasi 200 milioni di metri quadri. La ceramica italiana non è un bene di prima necessità, ma una scelta di stile per un cliente che cerca autenticità, bellezza e un design senza tempo.
Le parole del maestro Giuliano sulla determinazione e il superamento dei propri limiti sono un faro per le nuove generazioni. “Spesso, nei momenti difficili, si crede di non farcela, ma in realtà ce la si fa sempre,” ha concluso. Un messaggio potente che risuona come un passaggio di testimone, dalla saggezza di un maestro artigiano al futuro brillante di una giovane studiosa, entrambi ambasciatori della migliore Sicilia.


