
Monreale – Dopo oltre otto anni di chiusura, tra attività virtuali e pandemia che ha svuotato le piazze e riempito i salotti, il Partito Democratico torna ad avere una sede a Monreale. E sabato scorso si è tenuto un incontro inaugurale nella centralissima sede al nr. 67 della via Venero, segnale che la voglia di fare politica dal vivo, guardandosi negli occhi, non è affatto finita.
La riapertura non è un rito nostalgico, ma una scelta netta: il PD vuole tornare a fare sul serio, tutti i giorni, sul territorio. La sede diventa il luogo dove i cittadini possono entrare, parlare chiaro, portare problemi e proposte, senza doversi accontentare dei post sui social o delle promesse da campagna elettorale permanente.
“Qui – è il messaggio del circolo – non siamo qui a pettinare le bambole: vogliamo organizzare una comunità politica competente, radicata nei quartieri, capace di controllare chi governa e di proporre un’alternativa credibile”. Un’alternativa al civismo di facciata che a Monreale si è spesso presentato come ‘nuovo’ ma ha finito per ripetere i vecchi difetti: poca trasparenza, idee confuse, gestione discutibile.
Erano presenti esponenti della Segreteria Naz. della CISL come Mimmo di Matteo, della Segreteria provinciale Pd come Emilio Corrao, il consigliere Provinciale Maurizio Costanza, e Marco Pillitteri del PD di Piana degli Albanesi.
Il segretario cittadino, Raimondo Burgio, ha richiamato con forza il bisogno di passare dalla platea al campo:
“Questo nuovo ciclo di Segreteria ci troverà meno spettatori e più protagonisti. Più competenti nelle proposte, più uniti nell’obiettivo di migliorare la vita cittadina. Più determinati a dimostrare che la buona amministrazione è possibile, che la competenza fa la differenza, che il tradimento di chi ci ha governato male può essere riscattato. È da qui che si ricostruisce fiducia. Ed è da qui che vale la pena ripartire insieme a ognuno di voi”.
Fare sul serio è la linea scelta. Significa affrontare i temi del lavoro, della casa, dei servizi, della sostenibilità e della qualità della vita con metodo, studio e presenza costante sul territorio. Significa rimettere al centro il contatto diretto con le persone, nei quartieri e nelle frazioni, superando una stagione di distanza e disillusione.
Nelle prossime settimane il circolo annuncerà assemblee per momenti di confronto aperti: meno retorica, più concretezza. Perché se la politica non torna nei luoghi reali, poi non ci si può stupire se la mucca nel corridoio entra, sfonda tutto e fa pure finta di essere civismo.
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