
Ieri sono scaduti i termini per presentare appello da parte della procura e si chiude così definitivamente la complessa vicenda della cosiddetta questione “leaseback“, che ha visto coinvolti ben 36 tra ex amministratori ed ex dirigenti del Comune di Monreale, chiamati a rispondere davanti alla Procura regionale della Corte dei Conti per un presunto danno erariale. Dopo la sentenza di prescrizione pronunciata dalla sezione giurisdizionale della Corte dei Conti per la Regione Siciliana il pubblico ministero non ha ritenuto di procedere con l’appello, alla luce della sentenza in questione.
Il caso ruota attorno al contratto di leasing stipulato nel 2006 tra il Comune di Monreale e Banca Carige, per un valore di 8,5 milioni di euro. L’operazione, definita di leaseback, prevedeva la cessione di alcuni immobili di proprietà del Comune alla banca e la successiva retrocessione in leasing allo stesso ente locale. Secondo l’accusa, tale operazione avrebbe provocato un danno erariale alle casse comunali, portando ad un aggravio economico per il Comune. Di diverso avviso la Corte dei Conti, che nella sentenza ha ravvisato come il reato contestato fosse ormai prescritto, non entrando quindi nel merito della vicenda.
Soddisfatto Roberto Gambino, oggi portavoce del gruppo Il Mosaico, che ha dichiarato: “Oggi, chiusa definitivamente la vicenda alla Corte dei Conti, ho invitato questa nota con allegata la relazione tecnica che è stata determinante per la ricostruzione dei fatti, sia storicamente per il contesto ormai risalente a 20 anni fa che per lo stesso contesto normativo. Un atto dovuto per tutti gli amministratori, ma anche e soprattutto per i tecnici che hanno operato nell’interesse esclusivo del Comune di Monreale”.
Gambino ha quindi inviato al Segretario Generale del Comune la relazione redatta dal consulente tecnico Dott. Calcedonio Li Pomi, allegata agli atti del procedimento presso la Corte dei Conti. Il documento ricostruisce il contesto amministrativo, contabile e normativo dell’epoca in cui fu stipulato il discusso contratto di leaseback, fornendo elementi utili a comprendere le motivazioni che portarono l’amministrazione ad operare tale scelta.
La relazione assume dunque un valore storico e chiarificatore, volto a fornire una corretta lettura degli eventi e a stigmatizzare interpretazioni frettolose e superficiali di una vicenda complessa e risalente ormai a vent’anni fa. Con la chiusura del caso senza appello, si mette quindi la parola fine ad un capitolo controverso per il Comune normanno, che ha visto tirati in ballo numerosi ex amministratori locali per una operazione la cui correttezza è stata messa in dubbio da più parti.
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