
MONREALE – Un gioco sconsiderato finito nel peggiore dei modi. Un muro, quello della Chiesa di San Francesco a Monreale, preso di mira da atti vandalici. A denunciare l’accaduto, con un misto di amarezza e fermezza, è il parroco don Andrea Palmeri, che ha affidato ai social network un appello diretto e accorato.

“Cari genitori, fatemi una cortesia: chiedete ai vostri figli cosa hanno fatto oggi pomeriggio”. Inizia così il messaggio del sacerdote, che racconta di come tre ragazzini abbiano passato il pomeriggio a staccare pezzi di intonaco dalla facciata della chiesa per poi lanciarseli addosso, come se fosse un gioco innocente. Un “passatempo” che ha però causato danni visibili a un prospetto già ferito in passato da gesti simili, compiuti sempre da mani molto giovani.
Don Palmeri, pur sottolineando di essere “sempre dalla parte dei giovani”, non usa mezzi termini e lancia un ultimatum. “Proprio perché sono dalla loro parte, chiedo a questi tre ragazzi di venirmi a trovare in parrocchia”, scrive. L’invito è a un dialogo costruttivo, “per farci una chiacchierata sul bene comune, sul rispetto delle cose che sono di tutti”. Un’occasione, secondo il parroco, per riflettere e chiedere scusa all’intera comunità parrocchiale.
La proposta, però, è accompagnata da un avvertimento chiaro: se i responsabili non si presenteranno spontaneamente, l’alternativa sarà la denuncia formale. “In caso contrario, mi troverò costretto ad andare a sporgere denuncia presso il comando dei carabinieri”, precisa don Palmeri, aggiungendo un dettaglio cruciale: “Chiaramente abbiamo il video di quanto successo”. Le telecamere di sorveglianza hanno infatti ripreso l’intera scena, fornendo prove inequivocabili.
Ma la delusione del sacerdote non si ferma ai soli autori del gesto. Nel suo sfogo c’è spazio anche per una nota di profonda amarezza rivolta all’indifferenza generale. “Mi dispiace anche un’altra cosa: chi è passato, ha visto e se n’è andato senza dire una parola”. Un silenzio complice che ferisce quasi quanto il danno materiale, segno di una comunità che a volte volta lo sguardo dall’altra parte.


