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Home » Omicidio a Boccadifalco, il monrealese Giuseppe La Corte resta in carcere
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Omicidio a Boccadifalco, il monrealese Giuseppe La Corte resta in carcere

Ultimo aggiornamento: 12/05/2023 - 16:17
scritto da Redazione
Pubblicato il 12/05/2023
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3 Min Read
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Il giudice Nicola Aiello ha convalidato l’arresto di Giuseppe La Corte. Si tratta dell’uomo di 77 anni, residente a San Martino delle Scale, frazione di Monreale, che avrebbe sparato a Boccadifalco in via Mulino uccidendo il 32enne Aleandro Guadagna. Secondo quanto ricostruito, La Corte a avrebbe dovuto ricevere un affitto mensile di 250 euro ma da mesi non lo riceveva. Il 77enne si era recato a casa di Guadagna per chiedere il saldo degli affitti arretrati ma qualcosa non sarebbe andato per il verso giusto.

Il giudice, accogliendo la richiesta del procuratore aggiunto Ennio Petrigni e del sostituto Giorgia Righi, che coordinano le indagini, ha convalidato il provvedimento e ha disposto la custodia cautelare in carcere per l’indagato. Come sostengono gli avvocati di La Corte, Vincenzo Zummo e Luigi Sanniu, “l’omicidio non è stato premeditato e, anzi, La Corte è stato provocato dalla vittima. Non c’è stata alcuna premeditazione e il processo lo chiarirà. Il nostro assistito ha dichiarato di essere stato più volte minacciato di morte da Guadagna, e le minacce erano indirizzate anche ai suoi figli. Il fatto ingiusto che lo ha provocato sono le continue minacce di morte. Guadagna lo ha sottomesso in uno stato di soggezione continua e provocazione minacciandolo più volte dicendogli che entrava e usciva dal carcere quindi doveva stare attento. Quella mattina gli ha detto in modo sprezzante ed in dialetto che ‘se ne poteva andare perché non c’erano soldi’.

La Corte ha dichiarato di aver portato con sé il fucile perché temeva una sua reazione incontrollata vista le continue minacce di morte. Le provocazioni e le vessazioni duravano da anni e quella mattina gli hanno fatto perdere la ragione. “Non è una questione di soldi, – dicono i legali – quando Guadagna è stato in carcere per circa due anni, non ha richiesto alcun canone di affitto ed anzi, una volta uscito dal carcere, gli aveva condonato il debito pregresso di quei due anni. Quella mattina non era andato lì per ucciderlo ma per chiarire la situazione, e temendo per la propria incolumità e possibili ritorsioni, portava con sé l’arma. Quando all’ennesima provocazione ha perso la testa e ha sparato”.

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