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Politica

Tonino Russo: “Speriamo che la Casa di Comunità funzioni. Intanto, si ripristinino il servizio vaccinazioni e la fornitura dei pannoloni per i disabili”.

Ultimo aggiornamento: 15/01/2026 - 17:35
scritto da Redazione
Pubblicato il 15/01/2026
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5 Min Read
Tonino Russo
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Riceviamo e pubblichiamo una nota di Tonino Russo (Pd) in seguito all’inaugurazione della Casa delle comunità di Monreale.

MONREALE – Lo scorso lunedì 12 settembre, A.D. 2026, la settimana dei monrealesi è incominciata con più impedimenti e incazzature del solito. A far da colonna sonora il traffico mattutino, stavolta più impazzito del solito, all’orario d’entrata a scuola in un giorno di pioggia. Ma che succede? Ad amplificare i disagi sono spuntati dei lavori stradali nello spiazzo di via Gravina. Colpevolmente rimandati nel tempo, sono iniziati senza adeguati preavvisi ed in orari del tutto irragionevoli, per di più programmati per iniziare in coincidenza della inaugurazione della Casa di Comunità, che si tiene a qualche centinaio di metri. Casualità inevitabile? Imbecillità cronica?
“Tipico di una città marocchina e di una classe dirigente di vuscapane” avrebbe detto il compianto Salvino Caputo (detto il Buono, proprio come Guglielmo). E noi non possiamo che essere d’accordo!
Ora, fino a qui siamo rimasti imbottigliati nel paese reale in cui ognuno di noi vive. Fin qui, cioè, la Monreale di tutti i giorni con i suoi problemi irrisolti, incompresi e incancreniti. Una Monreale stordita ed imbambolata difronte a quello che sembra un declino inarrestabile.
Manco a farlo apposta, poco più giù, si manifesta il Paese delle meraviglie ai vari livelli istituzionali. È quello delle street favole, azzizzate alla meno peggio, con protagonista niente popò di meno che il presidente Renato Schifani, di pissona pissonalmente, venuto a miracol mostrar! Anzi, il presidente ha voluto Monreale come sede della conferenza stampa regionale per mostrare un impegno che dovrebbe riguardare 60 strutture regionali da ultimare e far funzionare entro il 31 marzo. Finora sono solo poche le strutture ultimate e nessuna in funzione a pieno ritmo perché molti servizi pare che dovrebbero basarsi sulla volontarietà del personale medico, specialistico ed infermieristico. A Monreale la struttura preesisteva ed ha continuato a funzionare anche sotto i ponteggi e le impalcature. Ora è d’obbligo la curiosità di saper cosa ci sarà davvero di nuovo. Intanto, dopo la sbornia mediatica è bene richiamare alla sobrietà e ad avere i piedi per terra. Se davanti a telecamere, microfoni e taccuini ognuno degli autocelebranti ha cercato le parole più pompose e ad effetto per raccontare la città e l’isola che non c’è, adesso andrebbe almeno riconosciuto che in verità hanno inaugurato meno di ciò che in passato avevamo voluto, conosciuto e apprezzato. Il vecchio casello ferroviario divenuto “Guardia Medica”, sia pure nella sua fatiscenza, offriva servizi e prestazioni sanitarie specialistiche di prim’ordine. Con il restauro adesso sarà una “Casa di Comunità”. Cosa cambierà in concreto i cittadini lo verificheranno direttamente e nel tempo. A me intanto preme sottolineare ciò che mi preoccupa, e su cui a tempo debito lanciai l’allarme. Ribadisco, e per questo siamo pronti a dare battaglia, che questo luogo oggi non è più un centro vaccinale per i bambini e si dovrà continuare ad andare a Pietratagliata per beneficiare di tale servizio. Altresì, la struttura non pare prevedere nessuna forma di fornitura di pannoloni né di presidi sanitari per anziani e disabili. Per fruire del servizio bisognerà recarsi anche in questo caso a Palermo. In entrambi i casi si tratta di servizi importantissimi in favore di soggetti più deboli. Lo ripeto nuovamente: bisogna intervenire subito per semplificare la vita a chi ha disabili ed anziani non autosufficienti in famiglia. Bisogna ripristinare le vaccinazioni in loco per evitare disagi ed alibi, soprattutto tra le famiglie più bisognose, che impediscano le vaccinazioni alimentando il rischio della ricomparsa di malattie ormai sconfitte. Già da ciò appare evidente come non ci sia “l’ospedaletto sotto casa”, né “l’avvicinamento dei servizi ai cittadini” né “la medicina di prossimità” tanto decantata. A ben guardare, invece, si vede regredire la funzione che la vecchia guardia medica aveva svolto in precedenza. E, francamente, dopo aver speso 900 mila euro di ristrutturazioni non ci si può accontentare. Anche per ciò continueremo a svolgere la nostra funzione di proposta e di critica costruttiva provando a fare del nostro meglio. Non ci stancheremo di augurarci che l’amministrazione Arcidiacono – Intravaia superi la sordità nella quale è piombata e torni ad avere orecchie sane, sensibili ed attente. A proposito, è già attivo il servizio specialistico dell’otorino? Non si sa mai…

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