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Monreale, portale Webgis costato 277.000€ ma non utilizzato. Lo denuncia Massimiliano Lo Biondo

Monreale, 29 dicembre 2017 – «Un portale Webgis per il comune di Monreale, finanziato tra il 2010 e il 2012 dalla Regione Sicilia, ma taciuto verso i cittadini e liberi professionisti. Un servizio potenzialmente gratuito e immediato, se messo a disposizione di cittadini e liberi professionisti, un servizio con alla base foto satellitari, con sovrapposizione di P.R.G., aerofotogrammetrie e dati catastali, su cui verificare e localizzare, su un lotto, finanche l’ubicazione e l’estensione di eventuali vincoli idrogeologici, forestali, urbanistici, etc etc». L’ennesimo spreco di denaro pubblico? Perché quasi nessuno è a conoscenza di questa importante opportunità? A chiederlo è Massimiliano Lo Biondo, geologo di professione ed esponente del Movimento Civico monrealese #OLTRE.

Lo Biondo sottolinea l’importanza di questo strumento il quale, ai fini consultivi, rappresenterebbe un servizio capace di fare risparmiare tempo e denaro ai cittadini. Oggi per verificare quelle informazioni servirebbe un certificato di destinazione urbanistica, con tanto di bollettini da pagare, marche da bollo e tempo necessario. Il progetto finanziato si è chiuso con la D.G. n.178/IE del 28/05/2016, con oggetto “P.O. FESR 2007-2013 – Asse di sviluppo sostenibile – Linea di intervento 6.1.1. Chiusura del progetto”. «Siamo nel 2018 – dice il componente #OLTRE – e nonostante la delibera n.178/2016, riportante chiusura del progetto, quel servizio webgis è forse a disposizione di chi lo conosce. Ma non di tutti, liberi professionisti in primis. Chi ha deciso questo? E’ una scelta politica o cosa? Perché questo importante strumento non è stato messo a disposizione dell’ufficio tecnico, i cui tecnici sono ogni giorno sempre più abbandonati e costretti a cimentarsi con sistemi obsoleti?».

Un progetto così importante e indispensabile dovrebbe essere messo a disposizione di tutti i dipendenti comunali, dei cittadini e dei liberi professionisti. Il finanziamento regionale ammonta a 277.007,99 €., dove un modulo è di 199.848,00 € e l’altro di 77.159,99 €, rispettivamente con D.D.G. n.175 del 9 luglio 2010 e D.D.G. n. 176 dell’Assessorato regionale Territorio e Ambiente.

«Con determinazione del segretario generale n. 103 del 30/11/2015 – aggiunge Lo Biondo – è stata pubblicata la rettifica della determinazione dirigenziale n.12 del 5/8/2015 “attività di sviluppo del portale e pubblicazione del portale webgis”. Perché si produce una determinazione dove si scrive “attività di sviluppo e pubblicazione del portale webgis” e dopo non lo si mette a disposizione di tutti? Quel portale, paradosso, infatti è attivo su internet ma non è stato pubblicizzato. Come a dire: è stato pubblicato ma se i cittadini non lo sanno. Basti pensare che nel sito del comune non è indicato il link del portale. È una scelta politica o cosa? E’ assurdo: la regione finanzia un servizio ma alla fine tutto cambia perché nulla cambi».

Massimiliano Lo Biondo prova a spiegare quale sia la trafila necessaria ad un tecnico incaricato di redigere una valutazione ambientale strategica o una valutazione di impatto ambientale: «per rispondere al cliente deve chiedere di riaggiornarsi; protocollare la richiesta di destinazione urbanistica, previo pagamento dei bollettini e l’acquisto delle marche da bollo; attendere i tempi necessari; ritirare il certificato di destinazione urbanistica, dove saranno riportati i dati urbanistici e ambientali, senza tuttavia conoscere l’ubicazione grafica dei vincoli e le rispettive fasce di rispetto. Così, se fortunato, giungere al portale nazionale, dove i dati non potranno mai essere aggiornati e soprattutto precisi come nel portale locale. Alla fine, con tutti gli scongiuri del caso, rivedere il cliente e dare una risposta in meno di una mese, quando invece un portale locale consentirebbe una risposta immediata».

Insomma il portale webgis è costato parecchi soldi pubblici, è stato garantito un servizio pubblico ma, allo stesso tempo, non si offre quel servizio per cui è arrivato il finanziamento. «Auspico – conclude Lo Biondo – che questa amministrazione e la sua coalizione si occupino della questione e che il portale venga pubblicizzato. Spero che cominciano ad occuparsi di una città sempre più in evidente difficoltà e abbandono. Altrimenti vadano a casa anziché continuare con litigi, polemiche, azzeramenti e ribaltoni».

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