
MONREALE – Presunti ammanchi nelle casse della Confraternita del SS. Crocifisso di Monreale. Per questo motivo il vescovo, Monsignor Michele Pennisi, avrebbe disposto il commissariamento della stessa Confraternita.

La decisione del prelato avviene “Considerata la complessa e delicata situazione che si trova ad affrontare la Confraternita del SS. Crocifisso di Monreale, valutate le gravi motivazioni emerse in seno alla Confraternita stessa e volendo avviare un serio cammino di comunione ecclesiale”. Questo il messaggio comparso al Santuario del SS Crocifisso in questi giorni.
Il vescovo di Monreale il 15 ottobre ha nominato il sacerdote Ferdinando Toia Commissario della congregazione. “Il Commissario – ha deciso Pennisi – dirigerà temporaneamente la Confraternita in nome dell’autorità ecclesiastica che lo ha designato mentre i dirigenti in questo particolare periodo resteranno sospesi dal loro incarico”.
Secondo quanto appreso da MonrealeLive, la decisione di Pennisi sorgerebbe da presunti ammanchi nelle casse della Confraternita. Un caso che è ancora da verificare del tutto e su cui l’autorità ecclesiastica monrealese vuole vederci chiaro. Da qui la decisione del commissariamento e la nomina Toia. “Io mi ero già dimesso a pochi giorni dalla fine del mandato per motivi personali”, questo il commento di Valentino Mirto, ex presidente della Confraternita a cui abbiamo chiesto una replica.
Tra le altre motivazioni che hanno spinto al commissariamento, vi sarebbe la volontà da parte del vescovo Pennisi di ridare nuova linfa alle attività della confraternita che, nel corso dell’ultimo periodo, avrebbe subito alcuni dissidi interni.
“Sto visionando le carte e non ancora ho piena contezza della vicenda – dice Ferdinando Toia, neo Commissario della Confraternita del SS Crocifisso di Monreale -. Ho l’impressione che le cose non stanno in questo modo ma nei prossimi giorni avrò un quadro della situazione più chiara. Tutti gli interessati devono ancora consegnarmi i documenti”. “Aldilà dell’aspetto finanziario – ci tiene a precisare don Toia – c’è un problema di tensioni interne all’interno della congregazione. Il nostro obiettivo è anche riportare un clima di serenità”. Se dovessero essere acclarati gli ammanchi, specifica però il sacerdote, sarà inoltrata formale denuncia. “Saranno le carte a parlare”.


